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Mentre continua il picchetto delle ex dipendenti. All'Agricola San Sebastiano ora si parla di controprotesta

La Uil: «È legittimo manifestare ma anche le lavoratrici assunte vanno tutelate»

Protesta e controprotesta all'ex «Agricola San Sebastiano». Mentre le lavoratrici dei Cobas hanno ricostituito il presidio permanente davanti ai cancelli dell'azienda, le braccianti della Uil stanno prendendo in considerazione la possibilità di promuovere una contromanifestazione per la difesa del lavoro. «Siamo fortemente preoccupati per la sicurezza e l'incolumità dei 25 lavoratori che sono stati assunti dal consorzio Cea Service a San Sebastiano», ha affermato la segretaria generale della Uil di Verona, Lucia Perina. «Stanno subendo pressioni per impedire loro di svolgere la normale attività produttiva. Ci siamo rivolti al prefetto perché riteniamo che vada tutelata la libertà e la sicurezza di chi manifesta fuori dai cancelli, ma vada difeso pure il posto di lavoro che è frutto di un accordo regolarmente registrato e sottoscritto in Provincia».
Le 13 lavoratrici africane che avevano iniziato la protesta nell'inverno scorso hanno installato un gazebo sul piazzale antistante e presidiano 24 ore su 24 l'ingresso dell'ex «Agricola», tuttavia non hanno messo in atto alcun blocco della produzione e lasciano entrare ed uscire tutti i mezzi dall'azienda. «Siamo in attesa di sapere dalla Provincia la data di convocazione del tavolo di mediazione», annuncia Roberto Malesani, legale di Adl-Rdb. Giuseppe Bozzini, segretario Uila, teme che se continuerà l'occupazione dei Cobas, la proprietà deciderà definitivamente di chiudere. «Hanno già distrutto l'azienda una volta», osserva Bozzini, «se non consentono a quelle 25 ragazze di lavorare serenamente e di far ripartire la produzione, i Gecchele potrebbero scegliere di mandare tutte a casa, questa volta per sempre. Non sono contrario ai motivi della loro mobilitazione, ma non accetto i metodi barbari che stanno usando». Bozzini lamenta una certa latitanza delle istituzioni e azzarda: «Se nessuno muoverà un dito per tutelare il posto di lavoro alla cooperativa di San Sebastiano, saremo costretti anche noi ad organizzare una manifestazione». P.B.