Veneto: approvata la piattaforma per il contratto industria alimentare
I lavoratori dell’industria alimentare veneta hanno approvato la piattaforma (l’elenco delle richieste) da portare alle trattative con Federalimentare per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro.
Il lavoro di coinvolgimento dei lavoratori su questo, che è, di fatto, oltre che il primo contratto in scadenza di tutto il settore industriale nazionale, anche il primo del comparto ad essere rinnovato sulla base delle nuove regole della contrattazione previste nell’accordo tra Associazioni degli imprenditori e organizzazioni sindacali del febbraio 2010, è stato molto accurato. Le proposte sindacali sono state presentate, illustrate e discusse in 146 assemblee sindacali che hanno coinvolto più di 11 mila lavoratori di tutte le province venete. A tutti è stato chiesto di esprimersi favorevolmente o meno al pacchetto di richieste con il voto. Lo hanno fatto in 6.444 (il 58% degli interessati) che per il 98% ha espresso un parere favorevole.
In molte assemblee i lavoratori hanno chiesto al sindacato di porre particolare attenzione ed impegno su alcune questioni anche se, in parte, esulano dai temi del contratto nazionale.
In primo luogo è stato puntato l’indice contro l’uso, da parte delle aziende, di dare in appalto a cooperative alcune attività, comprese quelle di produzione. Cooperative che non garantiscono ai loro soci come ai loro dipendenti i diritti contrattuali ed il rispetto delle norme di sicurezza.
Sulla partita economica gli obiettivi più gettonati sono stati quelli dell’aumento della retribuzione indicato in euro 174 (importo per un livello medio) nell’arco dei tre anni di vigenza contrattuale e di una maggiore contribuzione da parte delle aziende sui Fondi Pensione e sul fondo sanitario FASA . Preoccupazioni sono emerse, in alcuni casi contestazioni vere e proprie, a seguito della riforma della previdenza disposta dal Governo Monti. In particolare l’allontanamento dell’età di pensionamento che, in alcuni casi, lascia scoperti, senza lavoro ne pensione, lavoratori entrati, a seguito della crisi, nel circolo della mobilità/disoccupazione.
“I 130 delegati che hanno discusso e riapprovato, sempre a larghissima maggioranza, la piattaforma, dopo il voto favorevole delle assemblee di fabbrica- commenta Onofrio Rota, segretario di FAI Cisl Veneto – hanno compreso bene quanto sia importante l’unità sindacale per fare un buon rinnovo contrattuale. Ora sta a noi essere conseguenti e determinati al tavolo di trattative. E’ il messaggio che porteremo all’Assemblea nazionale di Fiuggi di fine mese con la quale si darà il placet definito alle richieste”.
In Veneto il settore dell’industria alimentare, particolarmente robusto nel veronese e nel trevigiano, risulta quasi immune dalla crisi. Pochi i casi di crisi aziendali, spesso dovuti a ristrutturazioni delle multinazionali, e minimo il ricorso alla Cig. Quello dell’alimentare, sottolinea Rota - è uno dei settori che dimostra anche di questi tempi una forte vitalità e insieme una buona redditività”.