BELLUNO. Dove sta andando l'economia e cosa si devono aspettare le imprese bellunesi? Se ne è parlato nel convegno promosso da Confindustria Belluno Dolomiti. Valentino Vascellari ha fatto gli onori di casa sottolineando come i problemi degli imprenditori siano stati compresi dalle organizzazioni sindacali e come Confindustria non allenti la presa sul sistema creditizio. E' seguita l'introduzione di Gian Domenico Cappellaro, presidente di Piccola impresa di Confindustria: «Della crisi non è vero che si parla troppo. E' che troppi ne parlano. Tuttavia, le piccole aziende bellunesi sono abituate a confrontarsi con le difficoltà e hanno dimostrato grande apertura ai mercati interni ed esteri».
La parte dotta del convegno è spettata a Luca Paolazzi, direttore Centro studi Confindustria. Che ha illustrato una crisi internazionale a macchia di leopardo, con cadute concentrate in settori specifici come l'automobile, che in Giappone perde il 51,7%. A tenere sono i prodotti farmaceutici e alimentari, quelli insomma di cui non si può fare a meno, mentre calano i beni di consumo non durevoli come abbigliamento, che in Italia perde il 19%, elettronica -7,8%, mobili -15%. Non va meglio per i beni durevoli, i prodotti in legno -25% e nemmeno i beni capitali -27% e beni intermedi, macchinari -32%. Il dato positivo è che i livelli dei tassi d'interesse sono ai minimi storici. Ma le previsioni generali per l'Italia non sono entusiasmanti. Perché nemmeno nel 2014 l'economia sarà ritornata ai livelli 2008 precedenti alla crisi. A crescere di più saranno i Paesi emergenti, Cina, India, Brasile, Russia, Messico, Turchia.
Ha concluso Daniele Franco, capo del Servizio studi di struttura economica e finanziaria della Banca d'Italia: «La flessione della produzione industriale in Italia, per ora, è peggiore di quella del 1929 e del 1974». (r.d.n.)

Vedi anche...