Zanonato: «Il voto a chi risiede qui da almeno 5 anni»
PADOVA — «Non è più pensabile che, in una comunità come la nostra, esistano alcune persone con certi diritti ed altre che non posseggano quegli stessi diritti. E' giunta l'ora di darsi davvero una mossa: siamo di fronte ad una bomba ad orologeria che, se non faremo in fretta, ci esploderà tra le mani». Il sindaco di Padova, Flavio Zanonato (Pd), non usa mezzi termini per lanciare pure dalla città del Santo la campagna nazionale «L'Italia sono anch'io». Una raccolta di firme, organizzata (tra gli altri) da Acli, Arci, Caritas, Cgil, Cisl, Uil, Libera, Reds e «Beati i costruttori di pace», per poi proporre una legge che: conceda agli extracomunitari residenti nello stesso Comune da almeno 5 anni la possibilità di votare alle elezioni amministrative (comunali, provinciali e regionali); e permetta ai bimbi nati nel nostro Paese da genitori immigrati di poter ottenere immediatamente la cittadinanza italiana (senza cioè dover aspettare il diciottesimo anno d'età).
«La stragrande maggioranza degli stranieri che approda in Italia, nel nostro caso a Padova, non ha alcuna intenzione di tornare indietro — scandisce Zanonato —. E' gente che ha deciso di costruire qui il proprio futuro, lavorando e pagando le tasse. E allora, per quale motivo queste persone non dovrebbero godere di certi diritti, come appunto quello di scegliersi il proprio sindaco? E lo stesso discorso vale per i bambini nati nella nostra città da mamma e papà immigrati. Frequentano le nostre scuole e magari parlando pure il nostro dialetto: e dunque — chiude il sindaco — perché debbono aspettare di diventare maggiorenni per ricevere la cittadinanza italiana?». In concreto, se domani potessero votare alle elezioni amministrative anche gli extracomunitari che risiedono nello stesso Comune da almeno 5 anni, a Padova gli aventi diritto aumenterebbero del 10,5%. Merito dei circa 17.500 stranieri giunti da Nigeria, Marocco, Albania, Filippine, Cina, Ucraina, Bangladesh, Sri Lanka e Tunisia.
D.D'A.