Zaia: porte sbarrate a maghrebini e albanesi. «Immigrazione: lo Statuto sarà una svolta epocale. Dubbi di costituzionalità? Sbaglia chi ci considera colonia di Roma»
Zaia: porte sbarrate a maghrebini e albanesi. «Immigrazione: lo Statuto sarà una svolta epocale. Dubbi di costituzionalità? Sbaglia chi ci considera colonia di Roma»
Domenica 24 Ottobre 2010, Nazionale - «Un conto è aprire le porte a chi sfugge da genocidi e dalla fame. Un altro conto, specie in questi tempi di crisi, è dare lavoro a marocchini, algerini, tunisini e albanesi, lavoratori migranti che vengono qui a lavorare per undici mesi e poi se ne tornano a casa per farsi le ferie». Il governatore del Veneto Luca Zaia è deciso: «Il lavoro prima di tutto ai veneti e a quanti qui si sono integrati. Questi princìpi li metteremo nello statuto».
Presidente Zaia, da alcuni giorni sul multiculturalismo lei cita la Merkel. Non teme nuove accuse alla Lega di razzismo?
«Noi purtroppo subiamo l'effetto di retaggi di leggende metropolitane, ma bisogna avere il coraggio di dire che l'ospitalità è un valore della nostra cultura cristiana e però non deve diventare la fine dell'identità della nostra comunità. Per questo dico che il cancelliere tedesco Angela Merkel ha ragione. Sappiamo cosa succede in Germania. Ricordo una tra le tante sentenze: un giudice di Dortmund citando il Corano ha stabilito che un padre può picchiare la figlia che si rifiuti di indossare il velo. Ma qualche campanello d'allarme ce l'abbiamo anche noi».
A cosa si riferisce?
«Al convegno che si è svolto venerdì a Roma sulla finanza islamica e passato quasi sotto silenzio: si è arrivati a dire che per accrescere le opportunità di investimento servono prodotti finanziari conformi ai princìpi del Corano».
Quindi stop al multiculturalismo?
«La filosofia è non rinunciare al multiculturalismo, ma deve esserci una deadline oltre la quale non possono essere previste concessioni. La libertà degli immigrati finisce dove inizia la nostra. E non mi si venga a dire, come ha fatto il giornalista Rampini alla trasmissione Otto e mezzo, che gli Stati Uniti sono più avanti di noi perché coinvolgono gli immigrati su posizioni chiare e di vertice: gli Stati Uniti non esistono come popolo, c'erano gli indiani e poi è arrivato Cristoforo Colombo, potrei dire per assurdo che gli immigrati hanno ghettizzato i veri americani mettendoli nelle riserve».
Sul concetto di meticciato concorda con il patriarca di Venezia Angelo Scola?
«Condivido pienamente, l'ospitalità è un valore del cristianesimo ed è un valore dei veneti. Ma così come la Chiesa difende i valori cristiani, noi difendiamo la nostra identità».
Crisi economica: si chiuderanno le porte agli immigrati?
«Finiamola col descrivere i veneti come dei fannulloni che hanno bisogno degli immigrati per fare qualsiasi cosa: l'80% dei veneti vive di manifatturiero. E 130mila veneti oggi sono disoccupati. Cosa facciamo? Diamo il lavoro prima ai veneti e agli immigrati che si sono integrati e hanno perso il posto o lo diamo a quelli che devono ancora venire? E poi, vogliamo dirlo?, l'immigrazione è cambiata».
Sarebbe?
«Siamo partiti col magrebino che aveva fame e vendeva tappeti. Oggi abbiamo marocchini, algerini, tunisini, albanesi che vengono qui a lavorare e poi tornano a casa un mese a farsi le ferie. Non è gente che sfugge da genocidi, guerre civili, fame: sono lavoratori migranti. Chiedete alle nostre pizzerie che devono chiudere per un mese perché il personale se ne va a casa. Non sono immigrati con un progetto di vita. E non mi si dica che marocchini, algerini, tunisini e albanesi vengono qui perché hanno fame: è una bugia».
È a questi che chiude la porta?
«Il concetto è: prima i veneti. Prima i cittadini veneti purosangue e i cittadini che sono diventati veneti perché si sono integrati e hanno un progetto di vita qui. Accogliamo chi scappa dalla fame e dalle guerre. Gli altri? Solo se c'è posto per lavorare, sennò stanno a casa loro».
E come pensa di applicarlo in Veneto?
«Con un passaggio epocale: l'approvazione dello Statuto della Regione. Mi sento di fare un complimento ai capigruppo del Pdl e della Lega Bond e Caner, al presidente della commissione Tesserin, al presidente del consiglio Ruffato per il lavoro che stanno facendo. Nello Statuto sarà scritto che prima si investe sulla nostra comunità e poi su quella degli altri. Saranno introdotti princìpi sulla residenza, sull'integrazione».
E se vengono ravvisati elementi di incostituzionalità?
«Noi abbiamo l'obbligo di fare quello che si aspettano i veneti. Discuteremo. Interloquiremo. Ma se qualcuno pensa di metterci i bastoni tra le ruote, trattando il Veneto come una colonia di Roma, si sbaglia».
Intanto è in calendario la modifica del regolamento: non teme che il consiglio regionale resti bloccato per mesi?
«Se l'opposizione farà ostruzionismo sarà la prova provata che il regolamento va cambiato».