Welfare Luxottica sindacati soddisfatti. Dubbi dalla Cassa. La nuova intesa

BELLUNO - «Welfare Luxottica? Bene, ma aspetti mediatici e fiscali prevalgono su assistenza a lavoratori». Una voce fuori dal coro, quella del presidente della Cassa di solidarietà del gruppo, Fabrizio Campedel, perplesso di fronte all'intesa sulle prestazioni sanitarie aggiuntive per i 7.300 dipendenti di Agordo siglata l'altro ieri da azienda e sindacati. «A settembre - continua Campedel - ci hanno parlato della possibilità di un investimento aziendale in welfare per dipendenti. Noi della Cassa abbiamo fatto presente che esistiamo da 15 anni come fondo e che ci siamo occupati anche di interventi nel settore della spesa sanitaria, di contributi per visite specialistiche, diagnostiche, cure dentarie, ausili ortopedici, lenti da vista, fisioterapia, assegni di maternità, sostegno per non autosufficienza. Insomma, all'azienda abbiamo detto: è il nostro lavoro, i soldi dateli a noi. Ma non c'è stato niente da fare». Perché? «Perché puntare su di noi - sentenzia Campedel - significava perdere i due principali obiettivi perseguiti dall'azienda con l'operazione: un forte ritorno mediatico e sgravi fiscali. Obiettivi che, va detto, l'azienda raggiungerà». E non va bene? «Vedremo fra un anno - termina Campedel -; metteremo sulla bilancia vantaggi conseguiti dai lavoratori e soldi versati all'assicurazione. Quanto a noi, incontreremo la società per capire di cosa dobbiamo occuparci, visto che parte delle nostre attività sono assorbite dal nuovo welfare. Ma non chiudiamo».
L'accordo sul welfare è partito a febbraio 2009; l'altro ieri un altro passo. «Prevede - spiega il segretario della Filctem-Cgil di Belluno Giuseppe Colferai - un investimento dell'azienda di 2,7 milioni di euro. Nel 2009 i campi d'azione erano carrello della spesa, libri di testo e borse di studio per studenti meritevoli figli di dipendenti; novità e forza dell'accordo sono l'estensione dei benefici ai familiari dei lavoratori. Dal 31 agosto di quest'anno parte la sanità aggiuntiva». Come? «Con la cassa Sanint - termina Colferai - prima riservata a dirigenti. Sarà gestita da Unisalute (Unipol). Per prestazioni sanitarie aggiuntive, pacchetti ricoveri ematernità, l'azienda verserà 1,5 milioni di euro. Banco di prova notevole, anche per una grande realtà

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