«Vogliono il posto vicino ai genitori»
Attacco del ministro Cancellieri: «Italiani fermi all’impiego fisso». Monti: «Non esasperare gli animi». Cgil: «Clichè inutili»
ROMA «Gli italiani sono fermi, come struttura mentale, al posto fisso, nella stessa città e magari accanto a mamma e papà». E tre. In pochi giorni è la terza volta che un ministro del governo «tecnico» torna sul tema del posto fisso. Ieri è toccato al ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, dare il suo contributo alla polemica nata in primis dalle parole di Mario Monti sulla monotonia del posto fisso. «E’nata una querelle frutto di una fretta di interpretazione, il mondo moderno tende sempre più alla flessibilità e bisogna confrontarsi con il mondo che è cambiato: Monti non voleva mancare di rispetto a chi non ha il lavoro, è stata una frase male interpretata ed enfatizzata», spiega ora Cancellieri. Sulla questione è tornata anche Elsa Fornero che ha ribadito la necessità di riformare al più presto il mercato del lavoro. «Non si può più tergiversare, il percorso deve essere rapido, non ci può fermare, il governo ha il dovere di agire per risolvere i problemi, è in corso un dialogo con le parti sociali, ciò vuol dire che non è tutto deciso, che vogliamo ascoltare», dice Fornero all’inaugurazione dell’anno accedemico a Torino. Quanto al posto fisso il ministro invita a non dare illusioni. «Bisogna spalmare le tutele su tutti, non promettere il posto fisso che non si può dare, questo vuol dire fare promesse facili, dare illusioni», avverte. Parole destinate a riaprire le polemiche. Tanto che lo stesso Monti cerca di gettare acqua sul fuoco. «Mi sfugge quale potrebbe essere la ragione o l’intento da parte del governo di esasperare alcunchè e in una materia così sensibile e socialmente cruciale come il mercato del lavoro», premette il Professore. Che poi aggiunge: «Con la riflessione, il dialogo, la consultazione di esperienze di altri Paesi, cerchiamo quale sia la via migliore perchè anche gli istituti del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali possano dare contributo alla crescita dell’economia italiana e aggredire il dramma della disoccupazione giovanile». Sono per primi i giovani della Cgil a replicare alla Cancellieri. «E’ grave il fatto che il governo riproponga clichè inutili di fronte a una generazione a cui sta togliendo tutto: la sensazione è che il governo cerchi di spostare il dibattito nei bar perchè non è in grado di affrontarlo nelle sedi opportune». Sul lavoro con Fornero e Cancellieri «siamo di fronte a una vera ossessione ideologica», che produce battute «sgraziate e infelici», aggiunge Nichi Vendola. E’ ancora l’articolo 18 il tema della trattativa sul lavoro. Con le prime crepe nel mondo sindacale. La Confindustria con Emma Marcegaglia insiste che va rivisto. Ma Susanna Camusso non ci sta. «La cosa che ci preoccupa di più è l’idea che da un confronto sul mercato del lavoro e della precarietà si è passati a una discussione su come indebolire le tutele dei lavoratori», dice la leader della Cgil. «Certo se bisogna discutere solo di licenziamenti il tempo diventa infinito: non faccio previsioni ma penso che ci sono questioni molto complicate su cui le posizioni sono profondamente diverse», aggiunge. Bonanni e Angeletti però sono possibilisti su una riforma dell’articolo18. «C’è bisogno di una robusta manutenzione e alcune inefficienze possiamo revisionarle», dice il leader della Cisl.
Maria Berlinguer