«Vogliamo chiarimenti sui tagli». Aprilia. I sindacati: «Colaninno convochi un incontro»
«Vogliamo chiarimenti sui tagli». Aprilia. I sindacati: «Colaninno convochi un incontro»
NOALE. No al ridimensionamento dei siti produttivi Aprilia di Noale e Scorzè. Questo il commento unanime di Fiom Cgil e Fim Cisl all'annuncio del piano strategico 2010-2013 di Piaggio, presentato giovedì a Milano dal presidente Roberto Colaninno. L'azienda toscana, infatti, ha fatto sapere che ci sarà una riorganizzazione globale del gruppo, con 310 milioni d'investimenti e lo sbarco del gruppo nel mercato africano. Inoltre per Aprilia e Guzzi sono previsti nuovi motori per conquistare il mercato europeo, mentre a farne le spese ci potrebbe essere lo stabilimento spagnolo dello scooter Derbi, alle porte di Barcellona, che potrebbe essere chiuso. Insomma, tanti movimenti e a questo punto i sindacati vogliono vederci chiaro.
«Tutte queste notizie - dice Adriano Pomiato della Fiom Cgil - sono state apprese dai giornali. Di concreto non sappiamo granché e a questo punto, chiediamo un incontro all'azienda perché si faccia chiarezza una volta per tutte. E finchè non sapremo quali saranno le vere intenzioni di Colaninno, resterà la preoccupazione. Sia chiaro, però, che non accetteremo altri ridimensionamenti, non vogliamo che il prodotto italiano sia più debole. Per quanto riguarda la Derbi, sarebbe un peccato che ci rimettessero loro, perché significa altri lavoratori a rischio. E poi quanti e quali volumi sarebbero interessati? Risposte che chiederemo, spero, a breve». Dello stesso avviso anche Michele Zanocco della Fim Cisl. «Derbi - commenta il sindacalista - fa dei prodotti che sono nel settore moto. Ora dobbiamo capire quali saranno le intenzioni di Piaggio e cosa provocherà un'eventuale chiusura in Spagna. Ben venga l'incontro in tempi rapidi con l'azienda ma anche noi siamo per il no al ridimensionamento di Noale e Scorzè e a rendere più debole i nostri prodotti. Prima di dire che Aprilia è salva, aspettiamo di capire quali ricadute avrà sui nostri siti produttivi la riorganizzazione prevista da Colaninno». (a.rag.)