Vinyls, ultima chiamata per Gita. Oggi scade l'ultimatum del ministro per la ricapitalizzazione, altrimenti salta la trattativa
Venerdì 8 Aprile 2011, Venezia - Oggi i lavoratori di Vinyls conosceranno il loro destino. Oppure, visti i precedenti, tutto verrà rinviato alla prossima puntata. Il Ministro Romani ha chiesto a Gita di fornire, entro oggi, le prove dell'avvenuta capitalizzazione: 100 milioni che il fondo svizzero ha più volte detto di avere a disposizione, ma di cui ancora non c'è traccia. Gita si è più volte scusata, e difesa, sostenendo che il ritardo è causato da problemi bancari. Difficoltà burocratiche però difficili da spiegare alle centinaia di lavoratori che nei siti produttivi di Porto Marghera, Ravenna e Porto Torres, sono da 70 giorni senza stipendio.
Dal canto loro, gli operai non hanno mai smesso di crederci e di manifestare il loro disagio. Prima con presidi installati ai confini della società, come l'occupazione dell'ex carcere all'Asinara e il bivacco a 150metri sulla torcia Vinyls di Porto Marghera, poi sbarcando sull'isola delle pantegane, l'unico atollo veneziano dove sicuramente non sorgerà un albergo.
Qui, oggi, aspetteranno il verdetto e conosceranno il loro futuro. Ma i sindacati guardano già oltre e l'ultima spiaggia potrebbe essere quella di fare pressioni sul Governo affinché chieda ad Eni di tornare padrona della chimica italiana. Il malumore e la disperazione degli operai sono però a livelli estremi. Se dall'incontro di oggi non dovessero trapelare buone notizie è probabile che gi lavoratori Vinyls di tutta Italia caleranno a Roma, con l'intenzione di piantare le tende sotto il Ministero dello Sviluppo Economico e di organizzare un presidio permanente nel cuore di Roma.
Nel frattempo, molti continuano ad interrogarsi sul perché la vertenza Vinyls non sia ancora andata a buon fine. «Speriamo - dichiara l'assessore Gianfranco Bettin - che non ci sia nessuno che giochi cinicamente o irresponsabilmente sulla vicenda Vinyls, né che ci sia qualcuno che sta bluffando. Il Comune di Venezia ha già ribadito, con il Pat, che le aree resteranno a destinazione industriale».