«Vigili del fuoco, la fabbrica dei precari»
«Vigili del fuoco, la fabbrica dei precari»
«La fabbrica dei precari». L'unione sindacale di base dei vigili del fuoco di Padova non va per il sottile. «Il volontariato è bello quando è spontaneo, purtroppo nel corpo nazionale dei vigili del fuoco non è così, riteniamo che sia solo uno specchietto per le allodole - assicurano dall'Usb dei vigili del fuoco - Vogliamo ricordare le parole dei precedenti capi dipartimento, consapevoli della trappola che si stava confezionando. "Il serbatoio di volontariato che stiamo creando con le aspettative di assunzioni o riserve di posti, ci permetterà di avere nel paese un numeroso gruppo di gente che ruota attorno al corpo nazionale". Non si può affermare il contrario per il comando di Padova, dove, con un numero altissimo di precari nelle liste del comando, si è pensato bene di iniziare l'ennesimo corso volontari, sottraendo fra l'altro personale qualificato nelle squadre di soccorso in turno di servizio. Visto che il tutto dev'essere "senza oneri per l'amministrazione", come tanto ama dire il nostro capo. C'è chi vuole fare il vigile del fuoco volontario solo per i richiami in servizio - aggiunge il sindacato - così da diventare un vero e proprio secondo lavoro in regola, alla faccia di chi non ce l'ha. L'esempio viene da uno degli ultimi iscritti, Luca Claudio, famoso più che altro per il suo fare spregiudicato che per i risultati ottenuti a Montegrotto prima e ad Abano poi. Ricordiamo le sue scritte: «Cittadini emigrate» e altre contro l'immigrazione clandestina». Essere soccorsi da un vero professionista, assicurano, è meglio per tutti.