Vertenza Upa, un’altra fumata nera

Interlocutorio l’incontro per evitare i 62 licenziamenti: il sindacato prende tempo per i contratti di solidarietà

Vertenza Upa: ieri sarebbe dovuto essere l’ultimo giorno di trattative tra le parti sociali per arrivare ad un accordo definitivo per evitare i 62 licenziamenti su 230 chiesti, già alcuni mesi fa, dagli amministratori dell’associazione imprenditoriale Unione Provinciale Artigiani. In pratica quello di ieri, davanti al direttore generale Antonio Berengan, doveva essere l’incontro finale per firmare un contratto di solidarietà per tutti i dipendenti, ossia sia per gli impiegati che per i quadri, al posto dei licenziamenti. Alla vigilia dell’importante riunione, che si è tenuta, in mattinata, nella sede provinciale dell’Upa, alla Stanga, sembrava che tra Cgil, Cisl ed Uil di categoria si fosse raggiunta un’intesa unitaria. Invece, nel momento in cui si marciava dritti verso l’accordo definitivo con gli amministratori Upa, la Filcams-Cgil, guidata dalla segretaria Cecilia de Pantz, ha chiesto ancora un po’ di tempo prima di porre nero su bianco. In pratica la segretaria della Cgil-terziario, prima di decidere una volta per sempre, ha voluto ascoltare di nuovo tutte le sue iscritte. «Come Fisascat-Cisl, già ieri mattina eravamo pronti a sottoscrivere i contratti di solidarietà – osserva il segretario provinciale Marco Bodon – La formula sindacale lavorare meno lavorare tutti, arrivati a questo punto è l’unico strumento vincente per salvare l’occupazione e tutelare anche il rilancio di tutto il sistema Upa. La riduzione dell’orario settimanale da 40 a 38 ore non mi sembra un peso eccessivo per tutti i dipendenti. Naturalmente, se non si vogliono i licenziamenti, i lavoratori un po’ di sacrifici, per il futuro, li devono, comunque, accettare. Altrimenti non si chiamerebbero contratti di solidarietà». Anche il segretario della Ultucs-Uil è dello stesso parere. «E’ il sindacato nella sua azione unitaria – dice Fernando Bernalda – a dover tutelare al meglio i diritti dei lavoratori».

Felice Paduano

Vedi anche...