Venezia capitale della cultura Il Nord Est firma l'intesa. La sfida: vincere facendo rete. Sgarbi: ma la città da sola bastava
Venezia capitale della cultura Il Nord Est firma l'intesa. La sfida: vincere facendo rete. Sgarbi: ma la città da sola bastava
Ponti, corridoi, valichi, tunnel, corsie, Sfmr, Tav. Qualcuno potrà storcere il naso ma è ( anche) con queste parole che si dovrà ragionare per arrivare a vincere la candidatura di capitale europea della cultura, nel 2019. È stato questo il ragionamento sotteso, ieri mattina, al debutto ufficiale della candidatura di Venezia capitale della cultura nel 2019. Una Venezia diffusa o allargata alla provincia di Venezia, al Veneto, al Friuli-Venezia Giulia e al Trentino-Alto Adige. Per dirla con la formula tanto cara a Ilvo Diamanti e Giorgio Lago, « il Nord Est » . Nella cornice del museo Correr, nel cuore della Venezia più conosciuta e riconosciuta, il sindaco Giorgio Orsoni, il presidente della Regione Luca Zaia, quella della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto, il presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder e gli assessori della Provincia di Trento, Franco Panizza, e della Regione Friuli-Venezia Giulia, Elio De Anna, hanno firmato un protocollo d'intesa che dà l'abbrivio ufficiale a una corsa che finirà nel 2013, quando lo Stato italiano comunicherà ufficialmente la propria decisione. L'Europa, infatti, ha già assegnato all'Italia la casella del 2019: ora si tratta di riempirla.
L'ombra che aleggia sull'operazione « capitale della cultura » è quella di Venezia 2020, la candidatura veneta a ospitare le Olimpiadi del 2020 finita malamente sotto i colpi della pagella glaciale del Coni. Ma questa è un'altra storia, promettono gli attori di ieri. « Questa candidatura non è un premio di consolazione per la pessima figura che hanno fatto a Roma con le Olimpiadi - avverte Zaia, col tono di chi non ammette un altro fallimento - dove continuano a insistere che Roma e Venezia non erano compatibili, quando dappertutto ci sono candidature con città distanti anche 400-500 chilometri. Comunque siamo agguerriti: se cercano la rissa a questo giro la trovano, vabbé che è Roma capitale, ma ce ne vuole per riuscire a dimostrare che ci può essere una candidatura alternativa a Venezia » . Sembra strano, in effetti, " candidare" Venezia a capitale europea dela cultura, quando l'ex Serenissima è da sempre una capitale mondiale della cultura. Ma questa è la sfida: vincere con un progetto moderno, che metta in rete un territorio produttivo non solo per le fabbriche, ma anche per le tante eccellenze culturali. E ieri gli amministratori le hanno messe in campo: le ville palladiane, Aquileia, il Mart, Pordenonelegge e le giornate del Cinema Muto, le Dolomiti, i musei dell'Alto Adige. « Tra Venezia e questo territorio c'è un legame fortissimo, di storia e di cultura - ha detto il padrone di casa, Orsoni -. La nostra città dovrebbe avere un ruolo di restituzione a un territorio che le ha dato molto, nei secoli. Non solo in termini materiali, ma anche artistici. Venezia, in questo senso, vuole essere un ponte: non sarà una passeggiata, ma ce la metteremo tutta » . Ma se sulla cultura non sembrano esserci molti dubbi, è sulla cornice che Venezia e il territorio si giocano la partita. Molto passa da quanto il Nord Est renderà percorribile un territorio tutto distanze, arterie intasate, lavori fermi. E un primo assaggio di quanto sarà difficile mettere d'accordo leggi e convinzioni degli amministratori, si è avuto sulla famosa autostrada Venezia-Monaco: Zaia la chiede, Durnwalder si nega. Ma il cuore ieri era il progetto e il percorso avviato. Dopo la firma verrà costituito un comitato scientifico. Dove tutti dovranno essere rappresentati. E Durnwalder, che ha già messo a bilancio 1 milione di euro lo dice senza complimenti: « Siamo disposti a partecipare al progetto, ma vogliamo essere trattati allo stesso livello » . Discorso che fa anche la Zaccariotto, dopo le polemiche dei mesi scorsi, in cui la presidente aveva lamentato di non essere stata coinvolta nel progetto: « Abbiamo voluto esserci ed essere oggi a questo tavolo è il riconoscimento di un lavoro fatto » . Critico sull'allargamento è Vittorio Sgarbi, sovrintendente al polo museale di Venezia: « L'operazione di collegare Venezia agli altri territori è un po' ruffiana, ma sbagliata, perché Venezia è Venezia. A tutte le altre candidate: Bergamo, Ravenna, Matera e addirittura Palermo io consiglierei di ritirarsi di fronte alla candidatura di Venezia. Ma se quello che si vuole è fare un progetto sulle terre della Serenissima, allora andava dentro anche Bergamo. Se invece si voleva la Venezia d'Oriente allora ci stava bene anche Ravenna. Così invece è un'operazione politicamente corretta, se vogliamo, ma sbagliata. Che forse ha senso solo se si vuole approfittare di Trento e Bolzano, che sono molto ricche » .