Veneto, positive condizioni anziani

Mestre (nostro servizio) - La salute, il futuro dei figli, la sicurezza e il fatto di rimanere soli. Queste sono le principali preoccupazioni degli anziani in Veneto emerse da un'indagine condotta e presentata da Adiconsum Veneto, Fnp-Cisl Veneto e Anteas Veneto e realizzata grazie al cofinanziamento della Regione Veneto.
"I dati - spiega Valter Rigobon, segretario generale Adiconsum Veneto - rappresentano un quadro della situazione della regione, su un campione di circa 1000 soggetti tra i 60 e gli 80 anni. Si tratta di persone che si sono rivolte ai nostri sportelli o che fanno parte dei nostri organismi direttivi.
Il 92% degli intervistati è proprietario dell'abitazione in cui vive; la maggioranza si definisce ottimista, socievole e fisicamente in forma. L'80% del campione è soddisfatto della propria vita in generale". Il 72% è soddisfatto della propria condizione economica. Le spese più gravose sul bilancio mensile sono: acqua, luce, gas, spesa alimentare e spese sanitarie. Si dedicano molto al volontariato, agli amici e ai nipoti. I fattori di maggiore preoccupazione sono perciò la salute, il futuro dei figli, la solitudine e la sicurezza. La pensione, per la gran parte degli intervistati, infatti, è sufficiente a vivere, ma non permette di mettere via dei soldi. Questo diventa quindi un problema gravoso nel caso in cui si debbano affrontare spese mediche impreviste come ad esempio visite specialistiche, anche perché le liste d'attesa sono sempre troppo lunghe ed è inevitabile dover ricorrere ai servizi a pagamento. Ben il 32% degli intervistati, infatti, sostiene che il sistema previdenziale sia insufficiente a rispondere alle esigenze dei pensionati.
Le differenze tra le province non si sono dimostrate significative, anche perché sarebbe forse azzardato fare proiezioni su un centinaio di soggetti per provincia. C'è poi la problematica legata al futuro dei figli. "La preoccupazione dell'anziano - spiega Diego Luparelli, responsabile  del gruppo ricerca di Adiconsum Veneto - nei confronti dei figliè non solo legata all'aspetto economico e alle conseguenze dell'attuale crisi, maanche che il futuro dei figli è visto peggiore di quello dei genitori, cosa che non si era mai verificata negli ultimi secoli. E' uno stereotipo pensare che l'anziano sia una persona triste e che vive male la sua condizione.
Alla fine, anzi, sembra che gli anziani stiano meglio dei giovani". Solo il 14% degli anziani ha indicato la solitudine come una delle paure ed è al quarto posto, per i giovani, invece è al primo. Il giovane, inoltre, misura il proprio benessere con il denaro che ha a disposizione mentre per l'anziano la priorità è la salute, e anche se non riesce ad avere grosse entrate cerca di arrivare a fine mese con quello che possiede.
Riguardo al problema della sicurezza, sono emerse alcune piccole differenze di pochi punti tra le provincie: è più sentito a Treviso, Padova e Verona, un po' meno a Belluno e Rovigo.
"Lo spaccato che abbiamo visto - aggiunge Adolfo Berti, segretario generale Fnp-Cisl Veneto - presenta una visione positiva. E' però anche vero che prende in considerazione persone autosufficienti che possono partecipare al volontariato e muoversi autonomamente. Manca, infatti, la parte di persone non autosufficienti, è per questo che a noi preme adesso puntare l'attenzione su quell'alta percentuale di persone non sono autonomi e vivono con pensioni basse e, nella gran parte dei casi, grava tutto il peso per il sostegno sulle famiglie".
Monica Borga