«Vaucher? Aumenta il precariato»
VERONA — «I voucher sono uno strumento perverso, che aumenta il precariato e dà adito a casi di vero e proprio sfruttamento». Pochi giorni fa l'Inps ha diffuso i dati sull'utilizzo dei voucher da 10 euro per pagare i lavoratori occasionali ed è emerso che Verona, assieme a Treviso, è la provincia italiana che li usa di più. La Cgil ritiene però che questo primato sia tutt'altro che positivo. «A differenza del lavoro a chiamata - dice Paolo Righetti della segreteria Cgil Verona - il voucher non richiede nessun tipo di contratto. Finché vengono utilizzati per la vendemmia sono comprensibili, ma notiamo che purtroppo prendono piede anche in altri tipi di attività e quindi aumentano in modo esponenziale la precarietà del lavoro». Non solo, Righetti segnala anche abusi di altro tipo: «Non sta scritto da nessuna parte che i dieci euro (7,50 netti nelle tasche del lavoratore e 2,50 a Inps e Inail) debbano corrispondere a un'ora di lavoro. A volte con un tagliando da 10 euro vengono pagate anche quattro ore di lavoro. Questo io lo chiamo sfruttamento». Gli altri sindacati non sono critici verso questo strumento. «Serve a combattere il nero - dice il segretario Cisl, Massimo Castellani - e non ho sentore di abusi. So invece che c'è un problema specifico legato al lavoro a chiamata, perché capita che in busta paga finisca solo una parte dello stipendio e il resto venga pagato in nero. Scoprire l'evasione è difficile perchè senza la testimonianza del lavoratore, l'ispezione non permette di cogliere l'azienda in fallo». Lucia Perina, segretario Uil, promuove i voucher con riserva: «Sono uno strumento utile ma bisogna andare fino in fondo. Servono controlli per verificare che tutti gli occasionali siano messi in regola». Per le aziende i voucher sono invece uno strumento eccezionale. «La Cgil li combatta se crede - risponde il presidente di Coldiretti Damiano Berzacola - ma le cifre parlano chiaro: i voucher piacciono, vengono utilizzati sempre di più e soprattutto non hanno aumentato il precariato. Nell'ultimo anno infatti le assunzioni in agricolatura sono cresciute del 7 per cento». Sandro Boscaini, presidente della Masi Agricola, dice che sono imprescindibili: «Prima il nero era inevitabile, non si possono regolarizzare i pensionati e i ragazzini che ti danno una mano nei quindici giorni di vendemmia».
D.P.