Utili detassati, fondi per le assunzioni. North Face e la «vendetta» svizzera

Utili detassati, fondi per le assunzioni. North Face e la «vendetta» svizzera
Vf chiude a Pederobba per trasferirsi a Lugano. Dove fanno ponti d'oro

Pederobba (Treviso) - «Noi gli abbiamo rubato i soldi e loro, per ripicca, ci rubano le aziende». Il sindaco di Pederobba, Raffaele Baratto, ne è convinto: lo scudo fiscale non resterà impunito, la vendetta della Svizzera sarà lenta e inesorabile. Perché secondo Baratto qui o si fa passare la tesi della rappresaglia elvetica, oppure non ci si spiega perché «chiuda i battenti un'azienda che va a gonfie vele, che aveva chiesto da poco di ampliarsi, che ha assunto un mese fa il suo ultimo dipendente. E mica per andare in Romania o in Cina: a Lugano, se ne vanno questi!» Lo stabilimento in via di smantellamento è quello della North Face, quartier generale in Europa della multinazionale di Greensboro (e quotata a New York) Vf Corporation. Giovedì scorso i vertici dell'azienda hanno scritto ai sindacati avvertendoli che la sede verrà spostata dal piccolo paese della Pedemontana trevigiana alla città del Canton Ticino, dove già si trovano le direzioni generali degli altri marchi della corporation, dalla Vans all'Eastpak, dalla Napapijri alla Lee. La ragione, dicono le voci ufficiali, è che così si potrà procedere «alla creazione di una serie di effetti sinergici sia per la singola 'coalizione' outdoor ed action sport, sia tra le diverse 'coalizioni' in grado di accrescere e consolidare la competitività dei marchi appartenenti a Vf sul territorio».
La parola chiave, insomma, è «razionalizzare» (Vf Corporation conta pure una terza sede, in Belgio) ma non sembra essere l'unica all'origine dell'ennesima stilettata al cuore dello sportsystem veneto. La seconda, infatti, potrebbe essere «Copernico », ossia il progetto di promozione economica avviato proprio nel Canton Ticino per convincere le aziende italiane ad accasarsi al di là delle Alpi. Gli argomenti certo sono convincenti: esenzione fiscale sugli utili e sui capitali per cinque anni, che salgono a dieci se la produzione è particolarmente innovativa, contributi a fondo perduto sotto forma di credito d'imposta a coprire tra il 10 ed il 25% degli investimenti materiali ed immateriali sostenuti dall'azienda e poi altri contributi del 40% a sostegno della formazione e perfino incentivi all'assunzione con rimborso per due anni, da parte dello Stato, degli oneri sociali obbligatori a carico del datore di lavoro. Purché, ovviamente, i nuovi assunti siano domiciliati o residenti da almeno un anno nel Canton Ticino.
«Il governo deve accorgersi di quello che sta succedendo lamenta Baratto - perché qui ci stanno scippando il lavoro appena al di là del confine e nessuno fa nulla. Mi risulta che molte case d'alta moda abbiano già spostato le loro sedi da Milano a Lugano. E però lì i lavoratori possono tenersi il posto macinando qualche chilometro in più mentre da noi la gente resta a casa». Alla North Face, in particolare, stanno preparando gli scatoloni in 160: tutti impiegati, quadri e dirigenti addetti al commerciale. Un'alternativa ce l'hanno: trasferirsi pure loro a Lugano.
I vertici di Vf Corporation per ora non confermano (e neppure smentiscono) le lusinghe del progetto Copernico ma come già il primo cittadino, anche il sindacato sul punto sembra avere le idee chiare: «Altrimenti non si spiega come mai una multinazionale che vanta un utile di 600 milioni di euro e che nel 2008 ha aumentato il suo fatturato in Italia del 20 per cento decida di chiudere tutto ed andarsene » chiosa Mirco Ceotto della Cisl. Con Maria Luisa Buranel della Cgil sta preparando un nuovo incontro, in agenda per martedì: «Vedremo come andrà a finire - racconta Buranel - ma ancora mi pare di sentirlo il consulente dell'azienda, nell'ultimo vertice in municipio, quando diceva che in Italia proprio non si può lavorare, con tutte queste tasse e tutta questa burocrazia... ».
Marco Bonet

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