Uniti nel lavoro, divisi nei contratti. Nuovo duro attacco alla Cgil all'assemblea dei delegati della Fim-Cisl «La Fiom racconta bugie». Castagna: «Deciderà il referendum»

Uniti nel lavoro, divisi nei contratti. Nuovo duro attacco alla Cgil all'assemblea dei delegati della Fim-Cisl «La Fiom racconta bugie». Castagna: «Deciderà il referendum»
Uniti nella difesa del posto di lavoro e per salvare le aziende dove sono occupati, ma nettamente divisi sul rinnovo del contratto nazionale, già siglato da Fim ed Uilm, ma non dalla Fiom, che ha presentato una propria autonoma piattaforma. Anche l'assemblea dei delegati della Fim-Cisl ieri riuniti al teatro Don Bosco, alla Paltana, coordinata da Gregorio Loreggian della segreteria generale della Cisl, da Gianni Castellan, segretario provinciale di categoria e da Anna Trovò, milanese della segreteria nazionale, ha dato un'ulteriore testimonianza della frattura politica tra Fim e Fiom.
Anna Trovò ha illustrato l'ipotesi d'accordo, siglato con Federmeccanica ed Assistal il 15 ottobre. Molti gli interventi che hanno battuto il tasto sulle differenze con i comportamenti sul posto di lavoro degli iscritti alla Fiom. Le parole più dure ed esplicite sono state quelle di Lucio Celi, del Gruppo Carraro. «L'ipotesi d'accordo è positiva - ha detto il delegato Fim -. La Fiom, a livello nazionale, sforna solo bugie. Perché, invece, non dice mai che la propria piattaforma è stata cestinata dalla controparte ed è solo demagogica? Perché, insomma, i nostri compagni di viaggio non cominciano a dire la verità e non sostengono pubblicamente che i 110 euro, a regime, già ottenuti, di questi tempi non sono certo da gettare e che i nuovi contenuti normativi fanno crescere i nostri diritti nelle aziende?
«Immediata la risposta della Cgil. «I soldi conquistati da Cisl ed Uil sono pochi ed al di sotto del tasso d'inflazione reale - replica Andrea Castagna, segretario generale -. La parte normativa, poi, è quasi tutta negativa anche perché orario di lavoro ed inquadramento professionale vanno demandate solo alla contrattazione decentrata. Il nuovo contratto deve essere comunque sottoposto al voto di tutti i lavoratori e non solo a quello degli iscritti di Cisl e Uil perché hanno firmato per tutti i dipendenti dell'industria». Immediata anche la controreplica di Anna Trovò. «Il nostro contratto non è vero che non recupera l'inflazione. Sono tantissimi, poi, i punti normativi che migliorano le condizioni di lavoro. (f.pad.)