Unindustria non convince la Cisl: «La mutualità funziona se è allargata».

Unindustria non convince la Cisl: «La mutualità funziona se è allargata».
Domenica 5 Settembre 2010 - Treviso - Attenzione ad una cassa integrazione trevigiana. La proposta di un «federalismo degli ammortizzatori sociali», avanzata da Alessandro Vardanega, non convince del tutto Franco Lorenzon, segretario provinciale della Cisl. Il presidente di Unindustria aveva sollecitato ieri una gestione più mirata alle esigenze locali anche in virtù di un dato di fatto: ai dipendenti delle industrie di Marca è «ritornato» solo un quinto delle risorse versate dalle loro aziende per gli ammortizzatori sociali e in particolare per la cassa integrazione.
«Qualcosa in questo senso già esiste - nota Lorenzon -: da quest'anno, infatti, la cassa integrazione in deroga è diversa da regione a regione. Ma soprattutto potrebbe non essere utile: la cig si basa su un principio mutualistico. E, come tutti i sistemi di questo tipo, funziona meglio tanto più ampia è la base. Restringerla localmente non è la strategia migliore».
Di nuova cassa integrazione, avverte il sindacalista, ci sarà ancora bisogno nel 2011, quando scadranno i cicli di sostegno oggi in corso «Altrimenti la situazione diventerebbe molto meno governabile». Ma il confronto per le risorse è tutto interno all'Italia settentrionale: «La contrapposizione è piuttosto tra Est e Ovest, tra il nostro modello di piccole imprese, che finora sono ricorse molto poco agli ammortizzatori, e le grandi industrie del Nordovest, che li hanno utilizzati spesso e in abbondanza. Citare il caso Fiat è fin troppo banale».
Su un punto, piuttosto, Lorenzon concorda appieno con il leader degli industriali trevigiani: passare da politiche del lavoro passive a quelle attive (ovvero che aiutino chi ha perso il posto a trovarne uno nuovo): «Su questo apriamo un tavolo, prima tra le parti sociali e poi con la politica».

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