Unindustria Il nostro impegno contro la crisi
Nel corso del 2010 si è avviata - pur tra molte incertezze - la fase di recupero dei valori economici pre-crisi. Siamo di fronte ad una lenta inversione di tendenza sostenuta principalmente dalle esportazioni verso i mercati extra europei. Pur in presenza di criticità, riferite soprattutto alla liquidità aziendale e al rispetto dei termini di pagamento, i segnali confermano un sia pur modesto miglioramento.
Le imprese e l'intera comunità trevigiana hanno attraversato un anno difficile. Dodici mesi nel corso dei quali Unindustria Treviso ha avviato nuovi servizi per contribuire a «difendere» le aziende dalla crisi specie sul versante del credito e della gestione delle risorse umane. Allo stesso tempo, abbiamo operato per aiutarle a reagire alla congiuntura negativa, mediante supporto nella finanza aziendale, l'innovazione, l'internazionalizzazione e le collaborazioni interaziendali.
Il nuovo anno che abbiamo davanti ci vedrà impegnati negli ambiti che consideriamo vitali per futuro del sistema locale. Tra questi voglio ricordare in particolare le relazioni sindacali. Un tema al quale recentemente abbiamo dedicato un confronto pubblico tra i principali protagonisti nazionali. L'obiettivo che ci prefiggiamo in quest'area vitale per le imprese è duplice: da una parte, migliorare i livelli di produttività aziendale e incrementare la flessibilità operativa e, dall'altra, riuscire ad aumentare - grazie alle nuove regole della contrattazione - il valore netto delle retribuzioni. Un altro importante impegno sarà costituito dalla elaborazione di proposte e progetti fondati su una innovativa logica di area vasta puntando ad intensificare la collaborazione a livello amministrativo, educativo, economico e associativa negli ambiti dell'area metropolitana tra Treviso, Padova e Venezia.
Infine, ci occuperemo della valorizzazione del capitale umano. Un ambito, quest'ultimo, nel quale promuoveremo collaborazioni tra scuola, università e imprese. L'obiettivo sarà non solo l'agevolazione dell'ingresso nel mondo del lavoro, ma anche la formazione continua e gli interventi di riqualificazione e reinserimento dei lavoratori che hanno subito gli effetti negativi della crisi.
I vincoli posti dal bilancio dello Stato, il perdurare di una crisi finanziaria che minaccia la stessi Stati sovrani e l'esistenza dell'euro, indicano una prospettiva inequivocabile: il futuro del sistema produttivo trevigiano e delle sue imprese non potrà contare su aiuti o interventi pubblici, ma - ancora una volta - dovrà fare ricorso solo ed esclusivamente sulla volontà, sulla determinazione e sulla tenacia degli imprenditori e dei loro collaboratori. Ma almeno una cosa chiediamo al Governo e al Decisore Pubblico, ovvero di realizzare almeno quelle riforme a costo zero, pensiamo ad esempio allo snellimento burocratico e alla semplificazione amministrative, che darebbero da sole uno stimolo importante al lavoro delle imprese.
L'auspicio per il 2011 è che la nostra intera comunità si impegni - con passione e volontà ancora maggiori - per migliorare le proprie conoscenze, favorire la competitività delle sue imprese e, con essa, il proprio benessere e la propria coesione. Questa è la via non solo per uscire dalla crisi e continuare a essere uno tra i territori europei più dinamici, competitivi e solidali, ma anche per determinare nei più giovani e nei meno fortunati quel clima di speranza in assenza del quale non vi può essere futuro. Nel 2011 la provincia di Treviso può uscire dalla difesa e ripartire all'attacco con l'ambizione di vincere la partita di una competizione sempre più complessa e globale.
Alessandro Vardanega Presidente di Unindustria Treviso