Uniformati gli orari per i lavoratori dei tre vecchi consorzi
Sulla carta è stato costituito un anno e mezzo fa, ma il Consorzio di bonifica Alta pianura veneta, ente che fa sintesi di Zerpano-Adige-Guà, Medio-Astico-Bacchiglione e Riviera Berica, è nato giovedì.
In questa data l'assemblea dei 150 lavoratori ha levato i calici per la firma dell'accordo sull'organizzazione del maxi consorzio.
Federazione italiana lavoratori della bonifica e irrigazione-Uil, Federazione italiana agro industria-Cgil e Federazione agricola, alimentare, ambientale, industriale italiana-Cisl hanno siglato l'accordo con l'Apv nelle persone del presidente Antonio Nani e del vice Giorgio Ferrari. «L'omogeneizzazione degli orari tra i tre ex consorzi è nell'interesse degli utenti e dei lavoratori ed è stata costruita tenendo anche conto della necessità di flessibilità di entrambi. Anche solo questo garantisce efficienza per gli utenti», spiega Giuseppe Bozzini, segretario regionale della Filbi-Uil. «Entro settembre, questo primo atto sarà seguito dal Piano di organizzazione variabile, che stabilirà a chi spetta fare cosa, propedeutico al tavolo di contrattazione economica».
Bozzini plaude al senso di responsabilità che tanto Apv quanto i lavoratori hanno dimostrato, «nel trovare equilibrio tra rinunce e pretese, nel far tesoro di quanto ognuno dei tre ex consorzi ha portato come esperienza propria». Il sindacalista mette l'accento su quei 40 mila euro che l'Apv si ritrova da gestire come risultato di economie da razionalizzazione organizzativa: «40 mila euro frutto di razionalità, dagli orari alle reperibilità, dalle convenzioni ai rimborsi chilometrici». «C'è già il plafond sul quale discutere l'accordo economico».
I lavoratori plaudono anche alla norma del «micro rimborso» chilometrico in caso che l'ente sposti il luogo di lavoro.
Ci lavorano tutti all'Apv e non possono non essere coinvolti nelle tensioni interne. Dicono: «Noi un passo avanti l'abbiamo fatto e non ci sono alibi contro il ritorno del Consorzio alla serenità. Se non la si raggiunge», conclude Bozzini, «invito la Regione a riconsiderare e ridefinire i confini dell'Apv dal punto di vista tecnico». P.DC.