Undici braccianti denunciano i «caporali» Cacciati dagli alloggi, scatta la protezione sociale

Undici braccianti denunciano i «caporali» Cacciati dagli alloggi, scatta la protezione sociale
Caporalato: le campagne di Padova come quelle di Rosarno? Senz'altro no. Ma ci manca poco. Nella Bassa la Cgil ha già raccolto una serie di testimonianze tra gli immigrati, che hanno segnalato casi di sfruttamento del lavoro nero anche al di qua del Po. Tant'è che attualmente 11 braccianti vivono in fase di protezione sociale perché hanno avuto il coraggio di denunciare alle autorità i loro sfruttatori abituali. Alcuni di loro sono stati buttati fuori dagli alloggi, malmenati e costretti a farsi medicare. L'allarme caporalato è stato lanciato, dal segretario generale, Andrea Castagna, Alessandra Stivali, responsabile dell'immigrazione e Andrea Gambillara, segretario di categoria. «La legalità, purtroppo, non viene rispettata neanche nelle nostre campagne e nei nostri cantieri - ha osservato Gambillara - Non siano certo in Calabria, ma anche nel Veneto il livello di guardia non deve essere mai abbassato. Sempre più spesso immigrati irregolari vengono minacciati e ricattati da emissari di imprenditori, che, in qualche caso, sono legati ai mille tentacoli della criminalità organizzata». A muso duro anche gli interventi di Castagna e della Stivali. «La situazione è drammatica anche nelle nostre attività agricole - ha detto la sindacalista - Il primo marzo è la giornata internazionale dei migranti. Non a caso la Cgil vuole celebrarla con un incontro pubblico, che si terrà in Camera di Commercio, dalle 9,30.
Interverranno anche Massimiliano Barison, Alessandro Naccarato ed Alessandro Zan. Un convegno, dove sarà presentata anche una nuova proposta di legge per tenere sotto controllo meglio il settore e modificare le pene ridicole attuali, visto che oggi il caporale denunciato viene sanzionato soltanto con la multa di 50 euro a persona. (f.pad.)

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