Una vita da precari. In piazza la protesta
Giovedì 7 Aprile 2011, Venezia - C'è Fabiana, 35 anni, che fino al 31 dicembre lavorava come psicologa per un'azienda sanitaria. Quello stesso giorno ha saputo che il suo contratto non sarebbe stato rinnovato, e che i progetti per la sua vita, compresa un'eventuale maternità, dovevano essere rinviati. E c'è Valeria, che ha già passato gli "anta" e per lavorare per conto della Biennale, come guardiasala o come addetta all'accoglienza, deve aggrapparsi a contratti che più instabili non si può, come le "prestazioni occasionali accessorie" previste dalla legge Biagi. Oppure Pier Tommaso, 28 anni, ingegnere ricercatore all'Università di Padova che vive (a casa con i genitori) dell'assegno annuale di ricerca, ma in realtà spera che gli si apra un'altra strada.
Tre vicende di vita precaria che sabato si incroceranno alla manifestazione promossa in piazza Ferretto alle 15 per "dare voce al disagio dei giovani e alla loro indignazione". A promuovere l'iniziativa sono varie sigle, dalla Camera del lavoro metropolitana alle associazioni studentesche fino ai giovani di Pd, Prc, Pdci e Idv. "Il nostro tempo è adesso", diranno in pubblico per manifestare il disagio di una condizione precaria che rischia, in realtà, di diventare strutturale. Solo in provincia di Venezia la disoccupazione riguarda il 16 per cento dei giovani, mentre il tasso di disoccupazione ha raggiunto l'11 per cento (un dato superiore all'8,7 per cento nazionale). E "il 90 per cento di chi trova lavoro - dice Italia Scattolin della segreteria della Cgil veneziana - opera con partita Iva, contratti a progetto o lavoro a chiamata".
Una situazione cui guardano con preoccupazione anche gli studenti: "Anche quando viene proposto uno stage - spiega Giulio Benedetti della Rete degli studenti medi - mancano regole e tutele", sia che si tratti di lavorare per aziende private che per enti pubblici. "Così anche la speranza di essere assunti - prosegue Jacopo, studente di un istituto tecnico - ormai non ce l'ha più nessuno". La voce dei precari, che ieri hanno presentato la manifestazione nella sede della Cgil - si mescola all'indignazione per chi li ha definiti bamboccioni o li ha invitati a trovare un consorte ricco per sistemarsi. E si estende ad altri ambiti - compreso quello giornalistico - e al mondo scolastico: "A Ca' Foscari - rivela il segretario della Flc-Cgil Carlo Forte - l'ultima proposta ai precari che partecipano alle sessioni d'esame è di un compenso orario di 16,50 euro. Ma prima se ne pagavano anche dieci".
Impossibile, in questa situazione, programmare un futuro, pensare alle ferie o "permettersi" di ammalarsi. Per questo, confidano i promotori della manifestazione, sabato in piazza saranno in tanti. Una prova generale, per la Cgil, dello sciopero generale indetto per il 6 maggio contro il Govenro.