Una torta di 13 milioni dalla caccia agli evasori.

Giovedì 17 Giugno 2010 - Treviso - Oltre 13 milioni da redistribuire tra i Comuni trevigiani. Il tesoretto sottratto agli evasori fiscali per rimpinguare le casse, sempre più esangui, dei municipi: è il monito della Cisl di Treviso. «La nuova manovra finanziaria prevede che il 33 per cento dell'evasione recuperata a livello locale resti ai Comuni - spiega il segretario provinciale, Franco Lorenzon -. Ne approfittino: naturalmente è necessario che il Comune contribuisca in modo attivo a far emergere questo sommerso». I conti sono presto fatti: nel 2009, l'Agenzia delle Entrate, nella Marca, ha riguadagnato all'Erario 41 milioni di tasse non pagate, un terzo potrebbe ritornare in mano ai sindaci. «Sarebbe, tra l'altro, un vero strumento di finanza locale», rimarca Lorenzon. Soprattutto, si tratterebbe di risorse utili per investimenti e sviluppo. Altri soldi si potrebbero racimolare razionalizzando la macchina amministrativa: «Accorpare i Comuni è una proposta di difficile attuazione, anche se, oggettivamente, molti sono troppo piccoli - ribadisce il leader della Cisl trevigiana -. Ma, per molti servizi, si possono trovare sinergie o quantomeno evitare sovrapposizioni». Lorenzon pensa, in primis, alle ex municipalizzate e alle partecipate: «Solo nel settore dell'acqua, in provincia operano otto aziende, in quello dei rifiuti, cinque. Delle società di cui i Comuni detengono quote non c'è neppure un conto preciso: sono decine, forse centinaia. Già tagliando i consigli di amministrazione e i relativi gettoni di presenza, si otterrebbe un risparmio significativo».
La Cisl ieri ha organizzato un convegno per riflettere sulla manovra varata dal Governo e sulle sue implicazioni sul territorio, ospiti il segretario veneto Franca Porto e quello nazionale Paolo Mezzio. Lorenzon ha lanciato una provocazione: «I nostri enti locali, in media, hanno amministrato bene. In questi giorni, ho detto a qualche leghista: fate una manovra solo per chi non ha conti in ordine, ad esempio nel centro-sud. Mi hanno risposto che politicamente non è possibile». E allora anche i Comuni nostrani devono ridurre gli sprechi.

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