«Un progetto per non svendere il polo alluminio». Summit in Provincia. Zanini (Fiom): azioni per valorizzare competenze e trovare un partner industriale
«Un progetto per non svendere il polo alluminio». Summit in Provincia. Zanini (Fiom): azioni per valorizzare competenze e trovare un partner industriale
ROVIGO - Promuovere un'azione incisiva del territorio per salvaguardare il maggior numero degli oltre ottocento posti di lavoro della Grimeca di Ceregnano. E' questa la priorità che si sono dati ieri mattina l'amministrazione provinciale e i sindacati dei metalmeccanici Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, nel nuovo vertice convocato a Palazzo Celio per cercare di salvare la Fiat del Polesine.
«C'è una volontà politica fortemente condivisa tra le organizzazioni dei lavoratori e la Provincia - sostiene Paolo Zanini, segretario provinciale Fiom Cgil - la priorità èmettere rapidamente in campo azioni che mirino non alla svendita del polo dell'alluminio di Ceregnano, ma alla sua valorizzazione perché si facciano avanti partner industriali seri e ben intenzionati, che si rendano conto che l'assorbimento dei lavoratori non è solo una necessità sociale, ma un valore aggiunto per l'azienda, vista l'esperienza e la competenza degli operai».
Per l'assessore provinciale al Lavoro, Guglielmo Brusco, un passaggio interlocutorio ma importante. «Ci è stata posta con chiarezza una domanda - spiega - oltre a chiedere di continuare di avere attenzione, i lavoratori indicano come opzione la riapertura di un tavolo nazionale, in cui siano presenti anche gli attori del territorio. Altri hanno fatto iniziative per conto loro, ma non voglio fare polemica perché le vicende che riguardano direttamente il futuro dei lavoratori devono essere affrontate con il massimo senso di responsabilità».
Il riferimento è all'ultimo incontro al ministero del Lavoro, dove non erano stati invitati i rappresentanti dei lavoratori. Alla riunione, infatti, con il ministro Maurizio Sacconi, oltre alla proprietà odierna avevano partecipato anche l'assessore regionale all'Industria, Isi Coppola, con Giampietro Castano e Giuseppe Mastropietro, direttori rispettivamente dell'unità per le imprese in crisi e di quella per la tutela delle condizioni di lavoro. In ogni modo, in quella sede si era concordato che sul piatto della bilancia non sarebbe pesata solo la congruità dell'offerta economica, ma pure la consistenza delle garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali. Se l'ipotesi si materializzasse, insomma, si arriverebbe a soddisfare quell'obiettivo 800 indicato dalle organizzazioni sindacali, ossia il mantenimento sostanziale della manodopera attualmente assunta, fatti salve le poche decine di prepensionamenti possibili.