Un patto per battere il caro-casa. Settecentomila immobili invenduti? Cgil e Uil a banche, costruttori e Comuni: «Mercato più umano»
TREVISO Un patto locale per “sbollire” i prezzi delle case. Amministrazioni locali, banche e associazioni di categoria delle costruzioni raggiungano un patto che porti a calmierare i prezzi e a un accesso più semplice e meno oneroso al credito. L'appello è della Cgil e della Uil di Treviso a fronte dei dati diffusi dall'Ance - associazione dei costruttori edili - secondo i quali in provincia gli immobili invenduti sarebbero almeno settecentomila. Effetto, osservano le organizzazioni sindacali, anche di una bolla speculativa e di un inquinamento del mercato ad opera di professionisti di altri settori che si sono improvvisati costruttori. Tutto questo con l'appoggio del sistema del credito e dei piani regolatori dei Comuni che, in questo modo, hanno trasformato l'edilizia «nel loro principale finanziatore». «Solo l'intervento pubblico, inteso come sblocco dei cantieri e cantierazione di nuovi progetti, ma anche come politiche di social housing e di calmierazione dei prezzi - scrivono i sindacati - potrà riportare l'edilizia fuori dal baratro. Le banche, se troppo leggermente concedevano mutui prima della crisi, troppo rigidamente oggi non ne erogano più, impedendo a famiglie e giovani l'acquisto della casa e contribuendo al blocco del mercato». «L’Ance denuncia una speculazione selvaggia compiuta ai danni del mercato e, aggiungerei, del territorio - dice il segretario provinciale Cgil, Paolino Barbiero - Ben venga l’autocritica fatta dall’associazione di costruttore della Marca, ora però fuori i colpevoli: solo i costruttori improvvisati? Le banche e i Comuni hanno giocato la propria parte. Il sistema bancario è stato protagonista indiscusso di questa speculazione e se oggi, con responsabilità, vuole aggiustare le cose prima che salti tutto per aria dovrà rimettere mano alle proprie politiche, e favorire l’accesso ai mutui. Anche le amministrazioni trevigiane hanno partecipato da protagonisti nel creare un sistema malato. È impossibile tornare indietro, con un mercato delle costruzioni in forte recessione e un parco immobili fermo. La soluzione è stipulare un patto tra credito, amministrazioni locali, imprenditori e compratori per rimettere gli immobili sul mercato a un prezzo “scontato”, un prezzo calmierato che possa permettere alle nuove famiglie l’accesso al credito: mutui più brevi e con rate più basse».