Un'estesa campagna organizzata nel Veneto dall'assessore alle Pari Opportunità, Maria Luisa Coppola. Piano della Regione contro le violenze
Un'estesa campagna organizzata nel Veneto dall'assessore alle Pari Opportunità, Maria Luisa Coppola. Piano della Regione contro le violenze
I dati del Veneto registrano una percentuale più elevata della media italiana di atti contro le donne
VENEZIA. "Lìberati dalla violenza. Guarda avanti con sicurezza. Fai la cosa giusta": sono gli slogan scelti per l'iniziativa di prevenzione e contrasto della violenza nei confronti delle donne, che la Regione lancia in collaborazione con la Commissione per la realizzazione delle pari opportunità del Veneto e con il supporto scientifico dell'Osservatorio Nazionale sulla Violenza Domestica (Verona). Il progetto, che prevede nella prima fase la diffusione di 10 mila manifesti e 200 mila pieghevoli con consigli e indicazioni utili per le donne in caso di violenze, è stato presentato a palazzo Balbi dall'assessore regionale Isi Coppola e dalla presidente della Commissione pari opportunità Simonetta Tregnago. I materiali saranno distribuiti ai medici di medicina generale, i pronto soccorso ospedalieri, le farmacie e i comuni del territorio veneto.
Un'indagine realizzata l'anno scorso aveva già evidenziato che il fenomeno è più diffuso di quanto si pensi: il 31,9% delle donne italiane fra i 16 e i 70 anni è stato vittima di forme di violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. Il Veneto ha fatto registrare un dato superiore, pari al 34,3%. Partendo da una conoscenza precisa del fenomeno e da un'esigenza chiaramente espressa dal territorio - ha sottolineato l'assessore Coppola - la Regione ha avviato quest'azione che ha come chiave di lettura fondamentale quella del rispetto dei diritti umani. L'assessore ha fatto presente che i contenuti dei materiali informativi sono stati verificati e condivisi con i soggetti istituzionali più a diretto contatto con le vittime delle violenze (prefetture, questure, procure e tribunali, forze dell'ordine, medici di base e dei pronto soccorso ospedalieri).
L'obiettivo è di dare con chiarezza ed efficacia indicazioni concrete su "cosa fare" in caso di violenza, soprattutto in ambito familiare. L'assessore Coppola ha sottolineato la delicatezza del problema e la condizione di grande fragilità in cui viene a trovarsi chi ne è vittima: in Italia risulta che la donna si decide a sporgere denuncia soltanto dopo sette anni di violenze subite dal partner, spesso per paura delle conseguenze sui figli.
La seconda fase del progetto prevede la mappatura entro giugno delle strutture a cui è possibile rivolgersi (ne sono già state censite 165 di cui 65 centri diurni, 14 case di accoglienza e 86 centri per minori) e la realizzazione di un vademecum per gli operatori.
Da parte sua Simonetta Tregnago ha fatto presente che a ottobre saranno presentati i risultati di un'indagine. Una domanda è stata se avessero subito violenza negli ultimi sei mesi. Oltre il 6% del campione intervistato ha risposto affermativamente.