Un contratto rinnovato dopo 10 anni. Siglato l'accordo per le imprese artigiane metalmeccaniche. Nel Bellunese sono interessati 3mila lavoratori e 750 aziende
BELLUNO. Firmato il contratto per i dipendenti delle imprese artigiane venete metalmeccaniche, dell'impiantistica e autoriparazione. Una novità importante che in provincia di Belluno riguarda 3000 lavoratori e 750 aziende.
Il nuovo contratto sostituisce quello vecchio che non era più stato rinnovato da dieci anni. La firma è stata di Fim e Uilm con tutte le sigle dell'artigianato. «Siamo soddisfatti», dicono Maurizio Geron della Fim e Carlo Biasin della Uilm, «perché rinnovare un contratto rimasto fermo per quasi 10 anni sulla parte salariale (l'ultimo accordo risale al 2001) in un momento di crisi così pesante non è una cosa di poco conto. Il risultato lo si deve alle nuove regole stabilite dall'Accordo sulla riforma della contrattazione sottoscritto lo scorso anno».
A partire dal 1º luglio di quest'anno le retribuzioni dei circa 3000 dipendenti del settore riprenderanno quindi a salire grazie a un incremento di 30 euro mensili del premio regionale (da 32,54 a 62,54 euro), che l'anno dopo avrà un ulteriore aumento di 5 euro.
Il contratto prevede anche un potenziamento dei fondi Ebav, grazie a un aumento della contribuzione a carico delle aziende e dei lavoratori che permetteranno di migliorare le prestazioni dell'ente per i sussidi alla famiglia, la formazione, la professionalità, la sicurezza come anche quelle del fondo anti-crisi per il sostegno salariale dei sospesi.
Novità importanti sono contemplate anche in materia di sicurezza (tutti i neo assunti dovranno partecipare a un corso di 3 ore) e di flessibilità degli orari di lavoro: i sistemi di orario fuori dall'ordinaria gestione devono essere comunicati ad una Commissione regionale che costituirà così il primo punto di osservazione e conoscenza in materia.
Sulla previdenza complementare, invece, dal primo gennaio 2011 il contributo minimo aziendale passa all'1,2% della retribuzione (ora 1%).