Uil: «Bicchiere mezzo pieno. I 67 esuberi alla Ederle sono evitati». Chiesto un tavolo istituzionale

REAZIONI. Delusione e rabbia per i tagli alle assunzioni ipotizzate. Cattaneo scrive a Letta E Bottene: «Stia zitto»
La delusione è cocente. La rabbia è furente. La promessa datata 2006 dei 350 posti di lavoro nella nuova base al Dal Molin è mantenuta in parte: saranno assunti da 68 a 130 civili, se andrà bene. Certo, la crisi mondiale allora non era prevedibile e di conseguenza neppure i tagli che il Governo Obama ha deciso sulla Difesa e che toccano da vicino Vicenza. «Ma la caserma al Dal Molin “salva” le 67 famiglie che oggi sarebbero senza lavoro», sostiene Roberto Frizzo, Uil, e annuncia la richiesta di un tavolo istituzionale.
LA LETTERA. Su quelle promesse 350 assunzioni il consigliere provinciale Roberto Cattaneo (Pdl) ci aveva contato, anche perché le ha sempre considerate «la prima compensazione per Vicenza. Questo fattore - dichiara - era quello che doveva essere sostenuto con forza nelle trattative, ma che non ha trovato nella amministrazione locale comunale nessuna reale attuazione». Ed ora, deluso e preoccupato, Cattaneo scrive una lettera all´ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta: «Abbiamo bisogno del suo appoggio», si legge. E Cattaneo continua: «È necessario un intervento deciso da parte del Governo per difendere il lavoro italiano».
LA BUFALA. Cinzia Bottene, consigliera comunale No Dal Molin è furiosa: «Si verifica quello che avevamo previsto.Dopo tutte le dichiarazioni roboanti del consigliere Cattaneo credo che ora debba scegliere la via del silenzio. Per decenza. Di tutte le grandi sparate non resta nulla: la tangenziale Nord la pagherà lo Stato, la viabilità di accesso e di emergenza la dovrà pagare il Comune, il grande indotto che doveva portare la base non c´è, visto che le ditte che ci lavorano vengono pure da fuori regione. A questo si aggiunge, lo ricordo, che per il Trattato del ´54, gli italiani pagano il 41% della paga dei militari Usa. Insomma, cornuti e mazziati». Bottene attacca anche la Uil che avrebbe condotto «una battaglia vergognosa solo difendendo il proprio orticello e non il bene della città».
IL TAVOLO. Grazia Chisin e Roberto Frizzo della Uil non ci stanno: «Siamo delusi, eccome. Ma la crisi generale c´è e non si può fare come gli struzzi. Almeno il Dal Molin salva i 67 esuberi della Ederle. Le assunzioni che ci saranno, seppur poche, riguarderanno posizioni basse, visto che il problema di accesso di sicurezza della Cac card è irrisolto». Anche per questo il sindacato esprime preoccupazione e ha chiesto l´avvio di un tavolo istituzionale. Emilio Franzina consigliere provinciale “Vicenza Libera” alza le braccia: «Lo sapevo. Era solo una scusa quella dei posti di lavoro utilizzata da Cattaneo e da tutti gli altri filo americani. Si dovrebbero vergognare. E hanno delle responsabilità i consiglieri comunali che hanno votato nel 2006. Le assunzioni? Arriveranno, ma saranno per modo di dire, alla Marchionne. Ai vicentini che non ne possono più degli americani e che non si ritrovano nei No Dal Molin non resta che tenere viva la fiamma dell´avversione verso un´occupazione militare ingiustificata».CRI.GIA.

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