Tutti riuniti assieme a Zaia per varare il “Patto per lo sviluppo del Veneto”

Venezia - Un Patto per il Veneto che includa rilancio dell´occupazione, sviluppo e sperimentazione di nuovi modelli contrattuali. Come quello danese della “flexsecurity”, già suggerito per il Veneto in un´intervista al nostro giornale dal senatore del Pd, Pietro Ichino, firmatario di una delle proposte di riforma del mercato del lavoro. Il presidente della giunta regionale, Luca Zaia è apparso soddisfatto per avere messo attorno al tavolo ieri un´ottantina di interlocutori tra sindacati, categorie economiche ed enti locali. Il “think tank” multidisciplinare dovrà produrre a breve un documento che costituirà la “magna charta” per lo sviluppo del territorio. «La gratificazione principale - ha spiegato Zaia - è stata quella di riscontrare un comune sentire. La filosofia di base muove da tre punti: monitorare quanto siamo facendo, a livello di enti e associazioni, ottenere la garanzia dell´impegno dei singoli e chiederci cosa facciamo di qui al futuro». Insomma, il “chi fa cosa” è stabilito, adesso si tratta di mettere “nero su bianco” la road-map che dovrà portare il Veneto fuori dalla crisi. Non è impresa facile ma, secondo il governatore leghista, i presupposti ci sono tutti. Entro lunedì i portatori di interesse dovranno apportare le proprie “mozioni” al documento-bozza predisposto dalla giunta regionale, suggerimenti e proposte che poi verranno integrati al documento finale che potrebbe vedere la luce già tra un paio di settimane. Il tempo stringe e la crisi morde per cui non ci sarà più spazio per duelli tra “guelfi e ghibellini”, ha messo in chiaro il governatore. «Il dato che emerge è infatti quello di una assoluta presa di coscienza e di responsabilità, dobbiamo lavorare ognuno al fianco dell´altro, per far fronte a una situazione inaccettabile che ci parla di centomila posti di lavoro persi per la crisi, di un disoccupato ogni quattro e di due precari ogni quattro giovani under 30. I lavoratori e le famiglie devono quindi sapere che la squadra veneta è compatta, nel metodo e negli obiettivi, per affrontare il problema». Ecco perché Zaia non ha timore di sperimentare. Anzi, il Veneto potrebbe divenire laboratorio per la flexsecurity. Del resto, il territorio è già «riferimento a livello nazionale per molti laboratori: dalla legalità alla virtuosità delle spese, fino, come si vedrà nelle prossime settimane con la piattaforma negoziale per il federalismo e l´autonomia, al rapporto Regione-Stato». Quindi via libera dal presidente all´ «assoluta disponibilità a fare del Veneto un laboratorio per la flexsecurity” come ipotizzato dal giuslavorista Ichino, così come per testare il piano del welfare a livello regionale come ventilato dal ministro Fornero. «Ben venga - ha concluso Zaia - questa ulteriore disponibilità, non solo a collaborare, ma anche a testare nuovi modelli, perché della modernità abbiamo sempre fatto la nostra barriera e le scelte continueremo a farle insieme».A.B.

Vedi anche...