Tutti d'accordo: l'inceneritore non si fa
I candidati alla presidenza della Provincia si sfidano sui temi di maggiore attualità
Autonomia priorità di Monteleone e Reolon Crisi economica per Bottacin, Bampo De Cesero e Sartori
BELLUNO. Niente scintille e grande compostezza nel primo confronto a sei tra i candidati alla presidenza della Provincia. Ieri alla Nogherazza Unione Artigiani e Cisl hanno chiamato i protagonisti della campagna elettorale a rispondere alle domande di Nicola Maccagnan di Telebelluno, che ha toccato tutti i temi di attualità e quelli di stretta competenza della Provincia. In sala però c'erano quasi solo addetti ai lavori e simpatizzanti, che in qualche momento si sono lasciati andare ad applausi di parte. E' finita con un punto a testa per ogni candidato.
Chi siete? Vince il premio sincerità Paolo Bampo (Pab): «Mia moglie mi descriverebbe noioso, pesante e che russa forte», fuori casa fa il politico: «Con coerenza di ideali, ho avuto consenso e biasimo». Gianpaolo Bottacin (centrodestra) ha 39 anni è ingegnere e dal 2005 è consigliere regionale della Lega Nord, da due anni capogruppo. «Non sono un politico di professione, ma un imprenditore», dice Pierluigi De Cesero (Udc), per 10 anni sindaco di Longarone. Nata a Laste di Rocca Pietore, cresciuta a Bari, Titti Monteleone (La Destra) si è arricchita dalle sue esperienze. Sergio Reolon (centrosinistra) è il presidente uscente: «Un'esperienza straordinaria». E' bolzanino ma ha avuto una tata di Livinallongo Ettore Sartori (Altrementi), che lavora in Primiero. La prima cosa da fare. Due le correnti di pensiero: Monteleone e Reolon inseguono l'autonomia, con il presidente uscente determinato nel chiedere la specificità nello Statuto regionale. Sartori, Bottacin e De Cesero pensano invece che occorra pensare alla situazione economica, confrontandosi con le categorie e tutti gli interessati.
Autonomia e specificità, come e con chi? De Cesero vuole battersi per la bellunesità, ovvero evitare la frattura tra chi vuole andarsene e chi vuole restare nel Veneto: «Senza risorse adeguate è giusto chiedere l'annessione al Trentino Alto Adige e abolire la Provincia di Belluno». La Monteleone è pronta a dar battaglia, con chiunque ci stia. Reolon pensa a un patto di forte coesione con tutto il territorio: «Abbiamo lavorato praticando l'autonomia, oltre a batterci perché si concretizzasse, ma i bellunesi devono crederci». La chance, secondo Sartori, sta nella Convenzione delle Alpi: «Riequilibrio tra tutti i territori». Bampo insiste dal 1983: «E finalmente ci sono arrivati tutti. Ma cosa si intende per economia? Per me è il livellamento verso l'alto: lo Statuto speciale come Trento e Bolzano». I cittadini intendono proprio quella, ricorda Bottacin: «Ma serve una riforma costituzionale già chiesta dalla Regione, contrario il centrosinistra. Il federalismo fiscale farà la differenza».
Può esserci collaborazione con i vicini ricchi? Sartori pensa che omogeneizzare la condizione delle Province sia necessario, mentre Bampo vuole l'autodeterminazione e il referendum indipendentista. «Sì alla collaborazione e al dialogo», dice Bottacin, «usciamo dalla chiusura per ottenere di più». Per De Cesero basterebbero: «Piccole gocce in più quotidiane (come il 20% Irpef), no ai miraggi». Dialogo con tutti per la Monteleone, mentre Reolon risponde a chi lo accusa di chiusura con l'esperienza Unesco: «Le gocce non bastano, ma l'80% delle tasse bellunesi sì».
A27 e metropolitana di superficie. Reolon dice sì al prolungamento della A27 fino a Rivalgo e poi verifiche di impatto sul resto (solo con soldi privati): «La ferrovia sarà la battaglia primaria del futuro». Sartori dice no all'autostrada e sì al treno: «Siamo da terzo mondo» e il no arriva anche da Bampo: «In tempi di crisi niente grandi opere pubbliche, i soldi vadano nell'edilizia per far lavorare le piccole imprese». Bottacin dice sì all'A27: «Il sogno è fino a Monaco e sì al treno, anche alla linea Feltre - Primolano. La Regione ha stanziato i soldi per progettare la metropoloitana di superficie, centrosinistra contrario». De Cesero cita Keynes sulle grandi opere in tempi di crisi e la Monteleone chiede soprattutto mezzi pubblici migliori.
Un'economia a tre gambe. Interventi a tutela del manifatturiero e rilancio del turismo di pari passo con l'agricoltura sfruttando la vicinanza con Venezia sono le necessità per Bottacin, mentre De Cesero sottolinea l'esigenza di maggiori strutture attrative per i turisti. La Monteleone ha consegnato un progetto per le micro imprese e vorrebbe usare le case disabitate per turisti e giovani coppie. Anche Reolon non vede alternative alla difesa del manifatturiero: «Ma anche ambiente, agricoltura, turismo... tutto quanto scritto nel piano strategico». Sartori pensa a riequilibrare i settori, mentre Bampo ricorda che la professionalità non si improvvisa.
Reinserimento lavorativo. Unanime il parere che occorrano formazione professionale e fondi all'imprenditoria.
Quale posto agli immigrati nel patto sociale? Per Bampo solo se ce n'è bisogno e niente contratti a tempo indeterminato; per Bottacin: «Come in tutti i Paesi occidentali bisogna fa coincidere domanda e offerta. Se c'è lavoro bene, altrimenti priorità ai bellunesi». De Cesero ricorda l'emigrazione bellunese e Monteleone la dedizione nel lavoro delle donne dell'Est. Per Reolon l'inclusione sociale è la garanzia di sicurezza e Sartori invita i partiti cristiani a esserlo davvero.
Ptcp e Comuni contro. Sartori vede un'urbanizzazione selvaggia e Bampo valorizzerebbe il ruolo delle Province. Bottacin ricorda che la competenza è della Provincia per legge e il ruolo di coordinamento sta nello statuto provinciale. «E' giusto decidere, ma senza risse» dice De Cesero e la Monteleone invoca maggior dialogo. Reolon esclude il diritto di veto dei Comuni e ricorda le 750 zone produttive esistenti.
Canoni idrici. La battaglia va portata avanti per tutti, ma ognuno rivendica una propria peculiarità.
Rifiuti, come smaltirli? Tutti contrari all'inceneritore in provincia e tutti d'accordo con la differenziata spinta.
di Irene Aliprandi