Treviso. Poveri per il Fisco con Porsche e sette case. La Guardia di Finanza segnala il record di una coppia: affari per milioni all'estero ma dichiarava 20mila euro

Domenica 28 Giugno 2009,Treviso.La prima coppia di probabili evasori fiscali appena individuata dalla Guardia di Finanza è di Montebelluna: ha una bella villa lì, casa nella centralissima via Bafile di Jesolo, due belle case a Cortina; due Bmw, due domestici fissi. Lui si occupa di import/export per milioni di euro, ma denuncia allo Stato (vale per entrambi) al massimo poche migliaia di euro, e in certi anni zero. Non guadagnavano nulla.
La seconda coppia è ancora di Montebelluna, ha due appartamenti a Jesolo, 4 case e 6 garage in Sardegna, due case in Toscana, una Porsche Carrera; lui è imprenditore e socio di varie aziende, eppure nel 2005 ha dichiarato 13.500 euro; nel 2006 zero euro; nel 2007 otto mila euro.
La coppia di Conegliano nel 2006 ha dichiarato zero lire; nel 2007, 2.800 euro, ma hanno casa a Conegliano, casa a Jesolo, tre case a Caorle, due a Padova, un Cayenne e un Carrera (sempre Porsche).
Il comandante della Finanza trevigiana, Claudio Pascucci, ha definito: «Emblematico il caso di una delle coppie, che dopo aver movimentato capitali con l'estero per milioni di euro ha dichiarato al fisco 20 mila euro l'anno lordi comprensivi del possesso degli immobili nelle località di vacanza e di tutto il resto indicato».
La Guardia di Finanza di Treviso, malgrado una carenza nei suoi organici del 40% del personale, presenta i primi risultati del suo nuovo sistema di indagine, che parte dall'accertamento dell'Ici su seconde case in luoghi di villeggiatura (questa volta è Jesolo). I dati vengono incrociati tra quelli dei Comuni e quelli dell'agenzia delle Entrate: morale, su 8.800 posizioni di trevigiani con case a Jesolo, 1.400 sono state definite "interessanti" dal colonnello Pascucci; 211 sono risultati aver dichiarato meno di 10 mila euro; 116 di questi casi sono evasori fiscali parziali; 41 sono "grandi evasori", 43 sono stati denunciati perchè non fanno proprio dichiarazioni.
Il nuovo sistema della verifica per capire chi non paga il fisco si basa sui collaboratori domestici, i bonifici, le macchine, le case nelle località di vacanza, ma anche sui mutui, i leasing, gli spostamenti di denaro, le iscrizioni a circoli sportivi, le barche, la frequenza a centri di estetica, il possesso di valli o tenute di caccia. Il primo dato acquisito sul possesso di uno di questi beni mette in moto gli altri.
La Finanza ha compiuto accertamenti anche sul fatto che Treviso sia ancora la prima provincia del Veneto per occupazione di mano d'opera illegale o pagata in nero. Si tratta della provincia in cui sono state scoperte 332 posizioni irregolari, soprattutto nei settori del commercio, dell'edilizia, della ristorazione in cui complessivamente sono state denunciate 34 aziende come evasori totali o paratotali.
Anche qui il lavoro di accertamento è lunghissimo, perchè ci sono società che nascono e muoiono e occupano solo personale che non emerge mai con contratti o retribuzioni lecite; perchè il reclutamento di questo caporalato avviene con il passaparola ed è quindi difficile da scoprire. L'invito della Finanza è rivolto al sindacato, perchè appoggi i lavoratori ma anche ai lavoratori stessi che, per quanto nella necessità di guadagnare denaro, sono esposti con il "nero" ad ogni rischio senza poter chiedere alcuna assicurazione per il futuro o per le loro famiglie in caso di infortuni.
Antonella Federici

 

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