Treviso brucia 600 posti al mese Azzardo e scommesse: 15 sequestri a Treviso
TREVISO - Il 2011 non è l'anno della ripresa: il mercato del lavoro annaspa ancora la crisi si fa sentire in tutti i settori. L'ufficio studi della Cgil di Treviso ha analizzato i primi sei mesi dell'anno, registrando quasi quattromila iscritti alle liste di mobilità, dei quali 2.431 licenziati nelle piccole aziende del territorio, 1.743 lavoratori in cassa integrazione straordinaria in ottanta aziende, altri 1.123 in sospensione. Senza contare i 640 posti di lavoro persi nel settore dell'edilizia, e il 28%dei licenziamenti riguarda cittadini stranieri. Ogni mese nella Marca oltre seicento persone perdono il lavoro. "I rimbalzi dell'export dell'industria trevigiana non producono nuovi posti di lavoro -ha commentato il segretario della Cgil Paolino Barbiero -, anzi stanno continuando le procedure di licenziamento e di cigs in tutti i settori, nell'edilizia si assiste a una crisi senza precedenti e purtroppo non si fermano le istanze di fallimento e di cessate attività di molte imprese. Rischiamo di passare dai 390 mila occupati del 2007 ai 350 mila entro fine anno" . Il record negativo dei licenziamenti nel 2011 per il comparto metalmeccanico; difficoltà anche per il settore legno arredo, il tessile-abbigliamento e calzaturiero. La fascia d'età compresa tra i 31 e i 40 anni è la più colpita per quanto riguarda le procedute senza copertura, mentre è quella che va dai 41 ai 50 ad avere le percentuali più alte di espulsioni con indennità. L'area con più licenziamenti è il Coneglianese, con 23 aziende in crisi, due delle quali racchiudono oltre metà dei posti, l'Electrolux di Susegana e la Ape di Refrontolo. I licenziati restano per la gran parte operai, ma crescono gli impiegati: 33,4 per cento.