Trasporti.  Sindacati e pendolari denunciano: «Guasti e taglio di fondi annientano il servizio». Veneto, "spariti" 40 treni al giorno

Trasporti.  Sindacati e pendolari denunciano: «Guasti e taglio di fondi annientano il servizio». Veneto, "spariti" 40 treni al giorno
Mercoledì 2 Febbraio 2011, Nazionale - Treni soppressi, pendolari infuriati e sempre più in difficoltà sulle linee ferroviarie del Veneto. Il 2011 sembra iniziato sotto una cattiva stella per migliaia di viaggiatori che nelle ultime due settimane, in varie stazioni della regione, si sono trovati a dover fare i conti con convogli soppressi ufficialmente per dei «guasti». «Verso la fine di gennaio - ricorda Claudio Peris, portavoce storico dei pendolari veneti - le cancellazioni sono arrivate a 59 treni mai partiti mentre, nelle ultime due settimane, ne sono stati soppressi almeno una quarantina al giorno». Le zone più colpite da queste improvvise decisioni di Trenitalia sarebbero le tratte Treviso-Portogruaro, Portogruaro-Venezia, Vittorio Veneto-Conegliano, Treviso-Montebelluna, Venezia-Verona, Verona-Mantova e Venezia-Bologna.
In realtà, secondo quanto riferiscono i sindacati, la storia dei problemi tecnici, cioè dei guasti, è reale ma si sommerebbe a un'altra causa legata al taglio di personale avvenuto in una postazione di Verona, nodo strategico per il traffico regionale, oltre che ad una cattiva organizzazione del lavoro e delle risorse umane a disposizione. «Sarebbe troppo facile dare la colpa alla cronica mancanza di uomini e mezzi - è l'opinione di Claudio Capozucca della Fit-Cisl - In realtà in questo caso siamo davanti ad una pessima gestione delle risorse da parte di Trenitalia e Rfi. Per esempio a Verona da un mese è stata tolta quella che in gergo si chiama «antenna» (sistema di controllo della marcia del treno) dove lavoravano tre persone, una specie di cabina di regia per lo smistamento dei treni in arrivo, in transito e in partenza da Verona. E da quel giorno tutto finisce nella sala operativa di Mestre che non è in grado di sopperire a chiamate e funzioni richieste. Certo poi ci sono i tagli, i treni che cadono a pezzi ma manca una organizzazione di base da parte dei vertici».
Dito puntato sui convogli vetusti anche da parte di Ilario Simonaggio della Filt Cgil. «Purtroppo la mancanza di materiale rotabile crea difficoltà sempre più frequenti sulla composizione dei treni regionali - spiega - I convogli hanno parecchi anni sulle spalle, non si riesce a fare la manutenzione ed ecco che allora, per questioni legate non solo ai costi ma soprattutto alla sicurezza, vengono soppressi. E sarà sempre peggio fino a quando non arriveranno i 22 convogli promessi da Regione e Trenitalia. Ricordo ancora l'accordo dell'ex presidente Galan e del presidente Moretti sulla riqualificazione del sistema ferroviario veneto e del parco macchine: i finanziamenti sono stati confermati ma chissà quando lo vedremo rispettato quel patto».
La cancellazione quotidiana di 40 treni sta mettendo sotto pressione anche la ditta di autotrasporto di Bari che ha vinto l'appalto per garantire il trasporto dei passeggeri con dei bus sostitutivi e che è costretta anche a subappaltare i servizi ad altre ditte. Il marasma delle cancellazioni avrebbe anche un altro risvolto. Una trentina di macchinisti, 13 siciliani e 17 campani, sarebbero alloggiati temporaneamente in un hotel di Treviso pronti ad intervenire per salire sui treni che si ritrovano senza un «conducente». Una specie di minisquadra per il pronto intervento che avrebbe un costo di circa 50mila euro al mese per Trenitalia. Ma Trenitalia, per il momento, non risponde.

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