Trascorso un anno senza ufficio postale. Lo sportello di Città Giardino dopo la rapina non ha più riaperto

Trascorso un anno senza ufficio postale. Lo sportello di Città Giardino dopo la rapina non ha più riaperto
LIDO. Un anno fa l'ufficio postale di Città Giardino veniva preso di mira dai rapinatori.
Da quell'episodio è stato chiuso mancando i requisiti minimi di sicurezza, sistemi di allarme adeguati, ma anche rampe di accesso per disabili e servizi per il personale. Negli ultimi dodici mesi, però, i lidensi si sono trovati a fare i conti con code e lunghissime attese alle poste centrali di via Michiel, mentre ovviamente il piccolo ufficio di Malamocco non è in grado di supportare la grande richiesta di operazioni, specialmente nei giorni dedicati alle pensioni. La Slp-Cisl torna all'attacco per cercare di sbloccare la situazione.
«I disagi continuano ed è assurdo quanto sta accadendo - osserva il segretario provinciale Giovanni Conte - Nonostante tante proposte e offerte da parte di privati cittadini, con locali pronti ad essere adeguati e affittati a Poste Italiane, l'azienda non ha ancora deciso nulla, mentre i residenti sono sottoposti a disagi quotidiani negli altri uffici postali dell'isola. E questo, senza contare la vita che stanno facendo i tre dipendenti che erano a Città Giardino, ogni giorno mandati in un ufficio diverso tra centro storico ed estuario. Nei prossimi giorni, a Roma, si discuterà di tante cose. Ma al Lido il servizio va garantito, e il caso verrà sollevato». Da Poste Italiane, interpellate sulla vicenda, solo la conferma che «al momento non ci sono novità». Nei mesi scorsi i lidensi hanno anche raccolto firme per convincere l'azienda a riaprire l'ufficio. (s.b.)

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