Tragedia all'Acqua Vera. Indagato un manager
SAN GIORGIO IN BOSCO (Padova) -In ordine e tutti in rigoroso silenzio. A guidare i 220 lavoratori dello stabilimento dell'Acqua Vera di San Giorgio in Bosco, le bandiere listate a lutto di Cgil, Cisl e Uil. Così hanno sfilato ieri mattina lungo la Valsugana i colleghi di Michele Zoccarato, 49 anni morto venerdì mattina alle 4.50 mentre lavorava al reparto imballaggio. Un corteo che dalle 10 e in meno di mezz'ora ha raggiunto il Comune di San Giorgio in Bosco per un'assemblea aperta. «Non si può morire così» , ha esordito il sindaco Renato Roberto Miatello. «Erano 640 giorni che non succedeva nulla, la morte di Michele è una sconfitta per tutti» . A fargli eco i rappresentanti del mondo politico: dall'assessore al lavoro del Comune di Padova, Alessandro Zan «serve una risposta» , ai consiglieri regionali del Pd Mauro Bortoli e Piero Ruzzante: «Michele era un nostro militante, un operaio poeta ora ci impegneremo a pubblicare le sue poesie. Deve però essere chiaro che la sicurezza viene prima del profitto» . Passando per il parlamentare della Lega e sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci, «mio papà lavorava alla Vera, l'azienda è una risorsa per noi -ha ricordato -, ma cose del genere non devono succedere» . A commuovere la platea il ricordo di Davide Ildefonso, amico di Michele: «Per me era tutto, giovedì era in riposo sindacale ed è venuto lo stesso per aiutarci. Sua mamma mi ha chiesto di non abbandonarla» . Questo mentre Andrea Gambillara di Cgil Fillea chiedeva agli operai di «fermarsi se non c'è sicurezza» . Intanto nel tardo pomeriggio di ieri è stata svolta l'autopsia sul cadavere di Michele Zoccarato, e sul fascicolo della Procura è apparso un indagato per omicidio colposo e violazione delle norme sulla sicurezza, si tratta del procuratore speciale nominato da San Pellegrino (proprietaria della Vera) chiamato anche a vigilare sulla sicurezza. Nicola Munaro