Tra Ecorav e Safilo un muro di 5 metri
Martedì 25 Maggio 2010, Belluno - Non c'è diossina nell'aria, in compenso c'è molta preoccupazione: dopo l'incendio scoppiato una settimana fa all'Ecorav, si è svolto ieri un vertice tra il Comune di Longarone, la Provincia e i sindacati. In ballo l'ipotesi di costruire un muro di 5 metri che separi quest'azienda dalla Safilo.
«I sindacati - riferisce il sindaco Padrin - hanno espresso il loro timore per i dipendenti. Da parte nostra, non possiamo far altro che garantire il massimo controllo e la massima attenzione su tutta la zona industriale».
A proposito di questo, il sindaco avanza una piccola rimostranza: «Solo un terzo delle aziende ci hanno presentato il piano di evacuazione. Un piano necessario per risolvere le situazioni di emergenza. Stiamo aspettando che anche la Safilo ci presenti il suo». La prossima settimana verrà aperto un nuovo tavolo tecnico con l'obiettivo di limare anche le ultime divergenze. Dal confronto di ieri è emersa, inoltre, un'altra proposta: «La realizzazione di un muro alto 5 metri all'esterno dell'Ecorav. Si tratta più che altro di un palliativo, ma l'ipotesi verrà presa in esame».
«Questo muro - commenta Rudy Roffarè della Femca-Cisl - di certo non è la soluzione dei problemi che in questa zona si trascinano da molti anni ormai. Da quando, nel 1996, la Nitrol-Ecorav ha ampliato i suoi spazi a disposizione andando a stridere con altre aziende come ad esempio la Safilo che qui era sorta nel 1989».
Per quanto riguarda l'incontro di ieri in generale, Roffarè afferma: «I confronti vanno sempre bene. Da parte nostra, assieme a Filctem-Cgil e Uilta-Uil, abbiamo chiesto che nei prossimi mesi avvenga un monitoraggio. E sia il sindaco Padrin che il presidente Bottacin ci hanno comunicato la nascita di un tavolo tecnico composto da aziende, istituzioni e organismi preposti alla tutela (uno su tutti l'Arpav)».
Marco D'Incà