Torna la mobilità in deroga
Torna la mobilità in deroga
BELLUNO. Il problema adesso è informare i lavoratori, soprattutto quelli "atipici", della sua operatività. E' stato infatti pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione l'accordo sottoscritto tra le parti sociali a Venezia il 20 luglio scorso: c'è un nuovo sussidio per chi ha perso il lavoro, o lo perderà, nel corso del 2010. Si chiama mobilità in deroga. Lo scarto rispetto a manovre precedenti è la platea cui esso si rivolge, potenzialmente sterminata. «Ci sono centinaia di lavoratori che non sanno di averne diritto anche in provincia di Belluno», avverte dalla Cisl Rudy Roffarè. Da qui l'esigenza di sensibilizzare: «Chi rientra nei parametri si rivolga ai sindacati o al centro per l'impiego». Il problema quindi è arrivare a quei lavoratori che per primi si ritengono privi di tutela perché precari o perché apprendisti o «somministrati». Ma visto la delicatezza dell'argomento è meglio andare con ordine. Cos'è. La mobilità in deroga è una indennità aggiuntiva, dalla durata di quattro o sei mesi e dalla consistenza economica di una qualsiasi cassa integrazione: circa 850 euro lordi al mese, settecentotrenta netti. L'elenco di beneficiari è lungo e per certi versi inedito, come sottolinea lo stesso Roffaré. Innanzitutto ci sono i lavoratori che hanno perso il lavoro nel 2010 e non hanno diritto alla disoccupazione ordinaria o all'indennità di mobilità. Ci sono poi i dipendenti che hanno esaurito nel corso dell'anno l'indennità di disoccupazione e quella di mobilità, che deve essere stata somministrata per un lasso di tempo di almeno dodici mesi. Rientrano anche gli apprendisti e i lavoratori che hanno esaurito l'indennità di mobilità nel 2010 e a cui mancano soltanto sei mesi per maturare il diritto alla pensione. I requisiti. Per richiedere la mobilità in deroga occorre avere un'anzianità aziendale di almeno dodici mesi con rapporto continuativo. Periodo che per i lavoratori somministrati si applica a partire dal primo rapporto di lavoro ottenuto attraverso l'agenzia interinale. Verificata l'esistenza di questi requisiti, bisogna iscriversi alle liste di mobilità in deroga che sono tenute dai centri per l'impiego provinciali. «Palliativo». La Cisl parla di un «palliativo reddituale», ma si dice anche soddisfatta dell'accordo: «Ora dobbiamo concentrarci sul 2011. Al momento non sono previsti trattamenti in deroga», afferma Roffarè. Difficile capire quanti bellunesi sono potenzialmente interessati dalla misura: «Nel 2009 i veneti che hanno fatto richiesta sono stati tremila, ma si era partiti a fine anno e la lista dei beneficiari era molto più limitata di quella attuale». Stando alle dimensioni della crisi, i bellunesi interessati sono diverse centinaia. «Parliamo di profili spesso atipici, che sfuggono alle statistiche. L'importante», sottolinea Roffarè, «non è il numero quanto intercettarli e spiegare che c'è un aiuto anche per loro».
Cristian Arboit