Terziario in difficoltà. Intesa tra l'associazione e i sindacati per le aziende iscritte all'ente bilaterale del commercio.

Terziario in difficoltà. Intesa tra l'associazione e i sindacati per le aziende iscritte all'ente bilaterale del commercio.
Per i commercianti 400mila euro anti-crisi
Dall'inizio dell'anno già 10 esercizi «in sospensione» contro 11 in tutto il 2009 Arena: urge un sostegno

L'onda lunga della crisi sta arrivando alle piccole imprese commerciali veronesi, soprattutto quelle con 8-10 dipendenti e a conduzione familiare. E così Confcommercio Verona con i sindacati provinciali (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil) hanno rafforzato l'ente bilaterale del commercio e dei servizi rinnovando anche per quest'anno un fondo di 400 mila euro destinato a lavoratori e aziende in crisi. Ieri sono stati presentati i contenuti di questo accordo: finanziamento degli ammortizzatori in caso di sospensione del lavoro, dei contratti di solidarietà e di corsi di formazione.
La preoccupazione è tanta perché se l'anno scorso le aziende commerciali che hanno chiesto la sospensione dell'attività sono state 11 con un totale di 45 dipendenti, dall'inizio del 2010 le realtà imprenditoriali in difficoltà sono già 10 con 45 addetti.
«È un ulteriore supporto alle nostre aziende», ha spiegato Paolo Arena, presidente di Confcommercio, «per resistere alla crisi che ora è arrivata anche alle realtà piccole, che sono quelle che hanno permesso al sistema Italia di reggere meglio, quelle nostre commerciali sono colpite dal calo dei consumi, ma questo fondo servirà anche ad impedire alle aziende di sprecare professionalità e risorse umane specializzate, per questo prevediamo dei corsi di formazione, ed infine darà il tempo alle imprese di arrivare in fondo al tunnel dove ora intravvediamo una piccola luce».
Dei 400 mila euro stanziati, 250 mila saranno indirizzati a interventi in materia di sospensione del lavoro: nei casi di sospensione dal lavoro la legge ha previsto che l'Inps eroghi ai lavoratori interessati l'indennità di disoccupazione, purché l'ente bilaterale si faccia carico di una parte almeno il 20% della stessa. Per questo motivo l'ente bilaterale nel 2010 pagherà ai lavoratori sospesi per la crisi una quota giornaliera di 8,26 euro. Poi altri 100 mila euro per i contratti di solidarietà: i contratti di solidarietà sono accordi sindacali in cui, al fine di evitare licenziamenti, si riduce l'orario di lavoro dei dipendenti. In questi casi per le aziende commerciali con meno di cinquanta dipendenti l'Inps interviene pagando un contributo pari al 50% dell'orario di lavoro ridotto a seguito del contratto di solidarietà.
Grazie a questo fondo, le aziende che dichiarano la sospensione di 90 giorni di attività potranno contare sugli ammortizzatori anche nei primi tre mesi, più i 6 di cassa integrazione in deroga, per un totale di nove mesi. «Questo ci serve per evitare la fase drammatica dei licenziamenti», ha commentato Adriano Filici di Filcams-Gcigl, mentre per Andrea Sabaini di Fisascat Cisl, «ci deve essere una revisione strutturale degli ammortizzatori sociali, anche per sostenere il nostro settore». P.D.B.

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