Terziario, buste paga più pesanti
Terziario, buste paga più pesanti
Intesa Ascom-sindacati: meno tasse, premiata la mobilità virtuosa
Dal prossimo mese, oltre 50mila operatori del terziario potrebbero veder crescere la propria busta paga. Merito dell'accordo territoriale tra sindacati e Confcommercio che ha dato il via all'applicazione della norma per la detassazione di straordinari, lavoro domenicale, notturni, flessibilità. Riguarda, nella Marca, circa 10.000 imprese.
D'ora in avanti, tutte le quote salariali riconducibili a produttività, qualità, redditività e innovazione nelle buste paga dei lavoratori del commercio, del turismo, dei servizi in genere, avranno tassazione agevolata al 10%. Così permetteva la norma approvata l'anno scorso dal Governo, e questo hanno definito le associazioni sindacali e l'organizzazione di categoria siglando «il primo accordo territoriale del Veneto - ha sottolineato ieri il presidente Ascom-Confcommercio Guido Pomini - per l'applicazione di questa legge».
L'accordo, hanno sottolineato tutti i firmatari prevenendo eventuali critiche, «non vuole incrementare la precarietà, ma premiare con la detassazione una flessibilità virtuosa fatta per migliorare la risposta dell'impresa al mercato».
La detassazione non graverà sulle società, e nemmeno sul lavoratore, permetterà di sgravare la busta paga sulla base di una disposizione finanziaria nazionale «dando a fine anno - ha detto Luca Bertuola di Ascom - quasi una mensilità in più». Tutto dipende, ovviamente, da «quanti» straordinari (intesi in senso lato) effettuerà ogni singolo lavoratore. L'accordo ha validita dalla sua sottoscrizione, quindi è già operativo; non necessità di ulteriori contrattazioni in sede aziendale. Resta da capire se potrà avere anche valore retroattivo, dando cioè alle commesse, agli operatori del turismo, a chi lavora nel terziario in genere, la possibilità di detassare anche gli straordinari già fatti. L'obiettivo della norma si riassume nella speranza che con una busta paga un po' più ricca, l'economia giri di più.
Federico De Wolanski