Terremoto, interrogazione sugli ospedali a rischio Bond: servono 5,5 milioni di euro per interventi urgenti. L'Usl 2: ma la struttura reggerebbe

BELLUNO - «È solo questione di giorni. Presenterò un'interrogazione in consiglio regionale, rivolta alla giunta, e redigerò una lettera propositiva all'assessore alla Sanità, Sandro Sandri ,perché si prendano al più presto i provvedimenti del caso». Queste le parole, ieri, del consigliere regionale Dario Bond (Pdl), in relazione alla lettera del dirigente regionale dell'Edilizia della collettività, Antonio Canini, agli assessori alla Sanità e ai Lavori pubblici, Sandro Sandri e Massimo Giorgetti, sulla non conformità degli ospedali veneti all'ordinanza anti-sismica emessa nel 2003 dalla Protezione civile. Lettera che cita in prima linea il Bellunese: in relazione a prove di staticità e tenuta, si giudica che l'ospedale «San Martino» di Belluno debba essere sfollato; e si attende un verdetto severo anche per quello di Feltre.
«Dal giorno del disastro abruzzese - continua Bond mi sono interessato agli ospedali del Bellunese. È emerso che si tratta di strutture composte da moduli realizzati in modi e periodi diversi; soggette a un terremoto della stessa intensità di quello che ha distrutto L'Aquila diventerebbero inagibili, perdendo la funzione di presidio per la popolazione. Per la messa in sicurezza, occorrono interventi strutturali che probabilmente non superano il costo di tre milioni di euro nel capoluogo e di 2,5 a Feltre. Ma vanno realizzati al più presto». Dell'importanza degli interventi è consapevole anche Angelo Paganin, presidente della Conferenza dei sindaci dell'Usl 1. «Attendiamo una nota da parte della Regione - dichiara Paganin - per capire i provvedimenti da realizzare. Si deve trattare di finanziamenti ben mirati, con risorse regionali». Il senatore Gianvittore Vaccari, sindaco di Feltre, vede nella situazione anche qualche aspetto positivo. «Bene i controlli sugli edifici pubblici - chiosa Vaccari -, soprattutto se si tratta di strutture destinate alla salute; e pare che i costi per la messa in sicurezza siano, nel caso dei due ospedali, abbordabili per il bilancio regionale. Ora, dopo le analisi, occorre la giusta determinazione ». Qualche distinguo sui risultati delle analisi della Protezione civile lo pone il tecnico Ferdi de Bortoli, responsabile della direzione lavori e manutenzioni della Usl 2. «È vero - afferma De Bortoli - che l'ospedale di Feltre è costituito da blocchi diversi; ed è anche vero che due di questi risalgono alla metà degli anni Trenta, e perciò sono stati edificati secondo criteri non del tutto compatibili con le attuali normative anti-sismiche. Ma le altre sezioni dell'ospedale sono state realizzate con un buon dosaggio nella mescola del cemento, e con chiusura dei piani a doppia coronatura; nel caso di un evento tellurico simile a quello che ha colpito L'Aquila, certamente ci sarebbero fessurazioni, ma non pericolose 'aperture' nella muratura. Insomma, l'ospedale reggerebbe indipendentemente da calcoli teorici basati su 'sondaggi' relativi a porzioni molto limitate della sua superficie ». La ricognizione sul «Santa Maria del Prato» di Feltre terminerà tra un mese. Poi, il verdetto della Protezione civile.
Marco de' Francesco

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