Tasse, la rabbia delle imprese: promessa mancata
Polemica sull'ordinanza Berlusconi. Artigiani, Cgia e Pd: stop dei carichi fiscali. Scadute ieri le prime rate. Miotto: ci tocca pagare. Niente sospensione, Tomat e Zuccato ( Confindustria): grave, serve un decreto come per l'Aquila
VENEZIA - Da ieri c'è un « prima i veneti » che fa arrabbiare tutti ma proprio tutti: gli industriali come gli artigiani, i commercianti come le piccole imprese. E' quello contenuto, meglio, indirettamente provocato dal decreto del presidente del Consiglio con le misure straordinarie per far fronte ai danni della grande piena di Ognissanti. « A Vicenza continua a piovere e la situazione dei fiumi torna a farsi preoccupante - tuona Roberto Zuccato, presidente vicentino di Confindustria -. Come se non bastasse, oggi ( ieri, ndr) erano in scadenza versamenti di ritenute, contributi e Iva mensile. Nonostante le nostre richieste, l'ordinanza con cui sono stati individuati i primi interventi per fronteggiare i danni provocati dall'alluvione non ha previsto alcuna sospensione » .
A chi appena l'altro ieri ha riposto stivaloni e badili serviti a spalare il fango che aveva invaso case e ditte, il Fisco risponde bussando a quattrini. Subito. Per l'alluvione di Messina, il terremoto dell'Aquila e gli allagamenti a Roma di due anni fa, per stare ai casi recenti, la sospensione degli oneri fiscali fu immediata. Per il Veneto il differimento « preventivo » ( che pure il ministro del Welfare Maurizio Sacconi aveva assicurato) non è stato previsto. Il decreto Berlusconi, lo stesso che stanzia 300 milioni per la regione, non nega, va detto, il rinvio. « Ma - continua Zuccato - si è incaricato il commissario delegato per l'emergenza ( Luca Zaia, ndr) di stilare l'elenco delle imprese che abbiano subito il fermo dell'attività produttiva e che siano state oggetto di ordinanza di sgombero, perchè solo a queste verrà in futuro concesso un probabile differimento dei termini » .
Senza l'elenco ( il testo lo prevede entro 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto stesso) non può esserci sospensione. Intanto però ritenute Irpef per dipendenti e collaboratori e quant'altro è scaduto ieri e va pagato. Lo sa bene Claudio Miotto, presidente veneto di Confartigianato: « Siamo delusi. Avevamo richiesto il differimento per sei mesi e per ora non c'è. Le scadenze di ieri? La legge va rispettata e purtroppo le pagheremo. Abbiamo chiesto anche che sia misurato il mancato reddito attraverso l'Osservatorio regionale sugli studi di settore. A breve ci sarà una riunione » .
Ma si guarda con ansia anche la scadenza del 30 novembre: seconda rata ( o unica, secondo accordi) dell'acconto Irpef, Irap e Inps. « Visto che è ormai dietro l'angolo - dice Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, il centro studi degli artigiani -, chiediamo a Tremonti di intervenire con un decreto che sospenda per 6 mesi il pagamento delle imposte e dei contributi agli imprenditori colpiti dall'alluvione » . Vale anche per il Pd veneto, che per bocca del capogruppo in Consiglio regionale Laura Puppato chiede anche « il blocco di cartelle esattoriali per il pagamento di multe, rate scadute, atti giudiziari, interessi di mora e quant'altro che in questi giorni stanno arrivando anche ai cittadini dei Comuni » alluvionati.
Tornando a Zuccato, per cui il decreto Berlusconi è « ampiamente insufficiente » , ha spedito un telegramma al premier, al ministro Tremonti e a Zaia in cui rinnova « la richiesta dell'immediata sospensione degli adempimenti fiscali e contributivi » . E i timori del referente degli industriali vicentini sono gli stessi di Andrea Tomat. « Servono - dice il presidente veneto di Confindustria - interventi urgenti oltre che massicci a sostegno delle imprese e delle persone. Non si può fare a meno di plaudire alla velocità con cui, dopo i nostri appelli, sono stati stanziati i primi 300 milioni per fronteggiare l'emergenza. Bisogna anche che ci si renda conto, però, che non si può proseguire con il normale calendario fiscale come se nulla fosse accaduto e l'attività nelle zone alluvionate fosse " normale" » .
Che qui nulla sia più normale, lo ripete anche il presidente veneto di Cna: « La prima cosa che si dovrebbe fare in una situazione di straordinaria difficoltà - rincara la dose Oreste Parisato - è sospendere il prelievo fiscale. Si è fatto in Abruzzo, era stato annunciato anche per il Veneto. Siamo delusi per il fatto che non si sia mantenuto fede alla promessa e chiediamo al governo che si impegni per la scadenza del 30 novembre » . A dirla tutta, pagata l'Iva del terzo trimestre 2010, la botta vera sarà l'acconto Irpef, ben più salato. « Sono soldi freschi - chiude Parisato - di cui le aziende colpite non dovrebbero essere private. Anzi, potrebbe sembrare addirittura una beffa se qualcuno dovesse essere costretto a chiedere i soldi in banca e indebitarsi per rimanere al passo con le imposte tributarie » .