Tassa sull'acqua in bottiglia. La San Benedetto ora protesta

SCORZE'. «La tassa regionale sull'acqua penalizza la San Benedetto e viola i principi di concorrenza. Chiederemo al consiglio regionale di portare entro le ferie estive l'ordine del giorno in aula per rivederla e risolvere al più presto la questione». A parlare è il sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner, che ha deciso, con la sua giunta, di difendere l'azienda di acqua minerale e chiede alla Regione di rivedere l'imposta di 3 euro al metrocubo che grava sulle società d'imbottigliamento. Già nei mesi scorsi sia la stessa San Benedetto che i sindacati avevano chiesto alla Regione di cambiarla, magari azzerandola, per non penalizzare troppo la fabbrica di viale Kennedy rispetto ai concorrenti nazionali. Basti pensare che in Friuli, in Trentino, Emilia non si paga questo genere di tassa mentre in Lombardia è di 0,51 euro. Ragion per cui la San Benedetto si era detta disponibile a trasferire la produzione in altre zone d'Italia, laddove l'importo da pagare è di gran lunga inferiore. Nei mesi scorsi anche i dipendenti si erano mobilitati, raccogliendo 800 firme per dire no all'imposta in pochi giorni. Sembrava che da un momento all'altro ci potessero essere delle novità da Palazzo Ferro-Fini ma così non è stato. Stavolta a dar man forte all'azienda ci pensa la nuova giunta di Scorzè, che chiede alla Regione di trovare presto una soluzione."Solleciteremo il presidente del consiglio veneto Marino Finozzi - continua Mestriner - perché porti la questione in aula in tempi rapidi. Già mesi fa, la Lega di Scorzè si era impegnata a sensibilizzare la Regione a rivedere l'imposta ma sinora non sono stati presi provvedimenti. Si devono mantenere i livelli occupazionali di una fabbrica leader nel settore e che portato lavoro e sviluppo alla nostra città. Si tratta di valori importanti ed essenziali, che la Regione deve tenere conto. L'augurio è che s'intervenga presto, altrimenti prenderemo ogni iniziativa per sensibilizzare l'opinione pubblica». Insomma, Scorzè vuole"salvare» la sua fabbrica conosciuta in tutto il mondo e chiede alla Regione che si faccia il possibile per tutelarla. «Un'imposta da 3 euro al metrocubo - continua il sindaco Mestriner - significa infrangere il principio di concorrenza e svantaggia non poco la San Benedetto rispetto agli altri». (Alessandro Ragazzo)

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