Tagli locali e decisioni del Governo
Sabato 18 Dicembre 2010, Il 25 giugno scorso la Cgil ha proclamato uno sciopero generale accompagnandolo con manifestazioni territoriali svoltesi anche a Belluno. Le ragioni si riconducevano ai provvedimenti inseriti nella manovra finanziaria correttiva tra i quali "il Patto di stabilità e le risorse alle Regioni e ai Comuni" che prevedeva una dimensione dei tagli che comportavano l'impossibilità nel territorio di mantenere i servizi ai cittadini, di rilanciare lo sviluppo e garantire la coesione sociale.
Eravamo di fronte ad una manovra accentratrice che avrebbe tolto risorse vitali alle comunità locali ed aumentato la compartecipazione a carico delle famiglie. Il tutto in barba al tanto decantato federalismo e al principio di sussidiarietà.
Peraltro, vi fu, allora, un solo presidente di Regione che approvò quella manovra dichiarando che nulla sarebbe successo: Luca Zaia. Evito di soffermarmi sul fatto che come sempre eravamo stati tacciati di disfattismo, che eravamo gli unici a protestare in quanto le altre forze sociali nulla avevano obiettato e via discorrendo. Sta di fatto che il 9 dicembre scorso, al tavolo strategico per il turismo, il presidente della Provincia Bottacin ci ha espresso tutta la sua preoccupazione in merito ai tagli previsti su sanità, turismo, trasporto pubblico locale e servi sociali, fatti dallo Stato.
Il presidente ha più volte ribadito che la situazione è drammatica, chiedendoci di intervenire presso le nostre strutture regionali al fine di giocare un ruolo a favore del nostro territorio nei confronti della Regione Veneto.
Ora, al di là del fatto che per quel che ci riguarda abbiamo sempre perorato la causa della nostra Provincia in tutte le sedi, ma i tagli non li ha fatti lo Stato, li ha fatti il Governo nel quale il presidente si riconosce politicamente.
Bottacin ha una sua tracciabilità politica che si riconduce esattamente nella maggioranza di Governo passando per la Giunta veneziana. I tagli prodotti che oggi si riverberano, in tanti servizi pubblici locali, hanno un'origine precisa che sta dentro alla manovra correttiva del luglio scorso, e che si è appesantita con la legge di stabilità che il Parlamento ha approvato recentemente.
Inoltre, in applicazione dell'articolo 14 della manovra correttiva, il ministro degli Interni Roberto Maroni, con apposito decreto, la scorsa settimana, ha stabilito che per l'anno 2011, una riduzione dei trasferimenti a ciascuna provincia, per un ammontare pari al 22,934%, senza tenere in alcun conto le specificità territoriali e più precisamente montane. Nei prossimi giorni incontreremo, con tutte le parti sociali, i consiglieri regionali e successivamente l'assessore Finozzi che è stato delegato a rappresentare il nostro territorio.
Lo facciamo, in quanto vorremmo tentare di modificare l'orientamento, nel Bilancio di previsione, che la Regione si appresta a fare, col quale il nostro territorio uscirà ulteriormente penalizzato.
Avevamo fatto allora alcune proposte quali l'introduzione di una tassazione nei confronti dei grandi patrimoni e delle rendite, promuovendo una reale lotta all'evasione fiscale e non introducendo scudi fiscali utili solo ai grandi evasori, ripristinare le addizionali Irpef per i redditi alti e l'Ici per quelle abitazioni di un certo valore che producevano un gettito significativo per i bilanci degli enti locali.
Forse prima di dichiarare che si vogliono restituire le chiavi delle strade a Roma bisognerebbe chiedere di valorizzare le comunità locali ed essere meno accentratori assumendosi le proprie responsabilità, perché chi governa non può fare anche la parte dell'opposizione.
Renato Bressan