Tagli al Tpl: a rischio il servizio di Dolomitibus. Rodighiero e Gnes: «Impossibile per noi sostenere ulteriori riduzioni di risorse» I sindacati sul piede di guerra. «Bisogna fermare la logica dei tagli lineari»

BELLUNO Situazione drammatica in provincia per il trasporto pubblico locale e per quello ferroviario. Il bilancio preventivo 2012 della Regione, che andrà in consiglio la settimana prossima, parla infatti di un taglio di 34,5 milioni di euro per il Tpl e di 25.4 milioni per le ferrovie rispetto al 2010, il che significa 15 milioni in meno sul Tpl rispetto al 2011. Una riduzione di risorse che si aggiunge a quella praticata lo scorso anno e che è destinata a mettere in ginocchio, soprattutto, il trasporto nella provincia di Belluno. Infatti, nel 2011, Dolomitibus a fronte di un taglio preventivato di 1.3 milioni di euro (trasformati poi in extremis in 560mila euro) ha dovuto tagliare alcune corse e l’Unico Studenti, oltre ad aumentare i costi dei biglietti. Cosa potrà fare ancora per far fronte a questa ennesima mannaia che incombe sui suoi bilanci? «Per noi diventerebbe molto problematico garantire il servizio come è ora in provincia», precisano il presidente Giandomenico Gnes e l’ad Paolo Rodighiero della società di trasporto locale. «Anche perchè non è chiaro che criteri useranno per eseguire questa riduzione così drastica». Dolomitibus, insieme con tutte le altre società di trasporto venete si sono già mosse scrivendo a Venezia perché ripensino a cosa intendono fare. «Speriamo in un rinsavimento dei consiglieri al momento di votare questo bilancio», sottolinea Rodighiero. Questi ulteriori tagli, che da tempo i sindacati andavano denunciando mettendo in guardia tutti gli amministratori locali del Bellunese, «sono il risultato della Finanziaria del 2010 che prevedeva due tranche di riduzioni su questi settori», sottolineano Alessandra Fontana della Filt Cgil e Rudy Roffarè della Cisl che hanno già in programma un giro di assemblee coi lavoratori. «Non vogliamo nemmeno pensare a cosa succederà se ci sarà una diminuzione dei trasferimenti regionali, perché ci opponiamo con forza e faremo un’altra battaglia, come contro la vendita delle quote di Dolomitibus da parte del comune di Belluno», precisa Fontana. Parla di situazione drammatica anche Roffarè che chiama la sveglia ai sindaci. «E’ bene che si rendano conto che questa situazione andrà a scapito di tutti e che prendano provvedimenti». Roffarè lancia l’allarme anche per il trasporto ferroviario. «Già le nostre linee sono disastrate, se si taglia ancora il nostro territorio non avrà copertura. Il problema è che qui si continuano a fare i tagli lineari, senza considerare la conformazione del territorio e i disagi. Non si può fare la politica del taglio delle corse. Basta discutere di tagli. I comuni sappiano che di ulteriori riduzioni dovranno assumersene la responsabilità tutti. Serve un cambio di rotta nel principio con cui si decidono le risorse».

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