Tagli ai consorzi di bonifica. La protesta parte da Mestre
Secondo i sindacati il dimezzamento dei trasferimenti regionali mette a rischio 2550 lavoratori
Mercoledì 8 Giugno 2011, Venezia - «2550 lavoratori del settore agricolo rischiano di non ricevere lo stipendio nei prossimi mesi a causa dei pesanti tagli della Regione Veneto al settore». A lanciare l'allarme, conti alla mano, i delegati regionali di Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila e Fisbi-Uil, le tre segreterie sindacali che rappresentano il mondo agricolo del Veneto e che lanciano l'sos prima che la situazione diventi insostenibile. Le cifre snocciolate parlano chiaro; «I 96 milioni di contributi arrivati nel 2010 al comparto, nel bilancio 2011 sono diventati 46,9. Un taglio che rischia di bloccare l'intero comparto già in difficoltà, con effetti a catena anche per l'indotto e il volano economico rappresentato dal mondo dell'agricoltura».
I tagli più pesanti, però «sono stati fatti nei consorzi di Bonifica, oltre l'80%. Una scelta scellerata che in caso di gravi eventi atmosferici rischia di diventare un disastro economico senza precedenti. Mancando le risorse viene meno l'operatività necessaria - spiega Giuseppe Bozzini della Uil - in un territorio fragile come il Veneto. Che sia una strategia politica per depotenziare i Consorzi stessi che non hanno nomine politiche o una scelta poco lungimirante poco cambia. Oggi, senza un adeguato finanziamento ai consorzi il territorio dell'intera regione è a rischio, come la stessa agricoltura, il cui approvvigionamento idrico dipende dall'efficenza della rete idraulica».
Detto fatto per mettere sotto pressione la Regione in fase di riassestamento di Bilancio partirà da Mestre per approdare in tutte le piazze del Veneto e chiudersi a palazzo Balbi, la protesta a colpi di cartoline per i tagli al settore agricolo fatti dalla Giunta Zaia. Già venerdì al mercato s'inizieranno a distribuire le 20mila stampate per l'occasione e da restituire firmate, «poi a consegnarle al governatore ci penseremo noi, nel corso di una manifestazione che faremo dal 20 giugno in poi», precisa Renzo Pellizzon della Cgil.
«Poi saremo in tutte le principali piazze del Veneto con gazebo e punti informativi - prosegue Onofrio Rota della Cisl - anche per difendere i lavoratori, che tra qualche mese potrebbero non vedersi pagato lo stipendio».