TURNISTI. Cgil, Cisl e Uil ricevuti dall'assessore Valdegamberi

Riposi compensativi. Ora tocca alla Regione

La querelle dei riposi compensativi e dei pagamenti delle festività infrasettimanali va avanti da quasi otto anni. Circolari, ricorsi al Tar, interpretazioni dei direttori delle case di riposo e soprattutto dell'Uripa. Ma Cgil-Cisl e Uil che su questa questione hanno sempre chiesto chiarezza da parte degli organi competenti.
Ora, stanchi di parole e di rinvii sono passati alle vie di fatto. Venerdì scorso hanno organizzato un sit- in regionale a palazzo Balbi, chiamando a raccolta gli operatori turnisti delle Ipab e dei Comuni del Vicentino - in totale un centinaio di addetti - ed hanno consegnato all' assessore regionale alle Politiche sociali, Stefano Valdegamberi le migliaia di firme raccolte in questi mesi per il riconoscimento di un giorno di riposo compensativo oppure il pagamento delle competenze al personale turnista in servizio nei giorni di festività infrasettimanali.
C'è anche una denuncia di qualche giorno da, l'ennesima, della Cgil, la quale sostiene che le amministrazioni delle case di riposo hanno deciso di non retribuire le giornate relative alle festività infrasettimanali che ci sono state ultimamente ( 25 aprile e 1 maggio) e, quindi, di non riconoscere i riposi compensativi. È stato chiesto un nuovo tavolo di discussione con l'Uripa nel rispetto del contratto di lavoro «e il rifiuto a tutte le logiche spinte che vorrebbero portare le Ipab da istituzioni pubbliche a ad aziende private».
Venerdì l'incontro con Valdegamberi: «Abbiamo domandato all' assessore, che ricopre il ruolo di coordinatore con le Regioni in materia contrattuale - spiega Maurizio Dei Zotti, segreterio provinciale della Fp/Cisl - di farsi carico del problema per arrivare ad una norma uguale per tutte. C'è da considerare che le Ipab in Italia sono concentrate su tre regioni, Veneto, Emilia Romagna e parte della Toscana, mentre nelle altre sono già diventate fondazioni per cui non sono tenute a rispettare il contratto del pubblico impiego, scaduto da tempo, come accade da noi. Valdegamberi ci ha promesso il suo interessamento e quindi di utilizzare ogni strumento possibile per avviare una sostanziale riqualificazione delle dotazioni organiche di questi enti e in particolare del personale di assistenza».
Basta al sindacato? Non tanto. Ma si tratta di un passo che doveva essere percorso. Nel frattempo Cgil-Cisl e Uil restano critici con i vertici dell' Uripa. «Hanno scelto di non applicare i riposi compensativi - spiega Dei Zotti - solo per fare cassa. Nel Veneto ci sono 110 Ipab, i dipendenti interessati sono circa 5 mila. In città sono un buon numero. Di fatto le festività soppresse sono dieci che su una media di 50 euro al giorno fanno 500 euro all'anno, che non finiscono nelle tasche dei lavoratori, e in tutto il Veneto le cifre sono ben più alte. Abbiamo inoltrato ricorsi al giudice del lavoro, ma la vertenza è lunga per questo non ci resta che l'assessore Valdegamberi, in veste di coordinatore nazionale, ponga la questione». C.R.

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