Svolta per Porto Tolle: la Regione modifica la legge

Garantendo l'abbattimento delle emissioni, il Parco sarà compatibile col carbone

VENEZIA. Il famigerato articolo 30 di istituzione del Parco del Delta del Po che bloccava la conversione della centrale di Porto Tolle a carbone, verrà cambiato. L'iter è stato avviato ieri dalla Giunta che ha deliberato una modifica del testo che introduce la compatibilità con forme di energia diverse da quelle originarie. «Nel caso di impianti di produzione di energia elettrica alimentati a olio combustibile superiore a 300 MW termici già esistenti alla data di entrata in vigore della legge istitutiva del Parco regionale del Delta del Po, per i quali sia stata richiesta o venga richiesta la conversione a carbone o altro combustibile solido ai sensi della normativa statale, la conversione deve assicurare l'abbattimento delle emissioni di almeno il 50% rispetto ai limiti previsti per i grandi impianti di combustione...» recita la delibera che ora passa in Consiglio regionale, cui è stata chiesta una procedura d'urgenza, per l'approvazione definitiva per quanto compete la parte regionale. Il tavolo attivato dopo la sentenza del Consiglio di Stato, ha concordato, infatti, che la soluzione indicata dai tecnici regionali fosse quella da intraprendere anche se, parallelamente, continua la strada della revocazione. «Ora possiamo dire con certezza - sostiene Zaia - che la modifica dell'articolo 30 ci permetterà di recuperare quasi il 90% del lavoro fatto in questi sei anni e non si esclude, per le intese che abbiamo, una nuova decretazione del ministero dell'Ambiente per non fare più nemmeno il passaggio in Via. La conversione è una grande opportunità che significa ossigeno per tutto per il Veneto».
Gongola il sottosegretario al Lavoro Luca Bellotti che, qualche tempo fa, sulle sorti della centrale, si era beccato ferocemente con Zaia, cui aveva consigliato di modificare l'articolo in questione: «Noto con grande soddisfazione che Zaia, a parole si perde nel burocratese, mentre nei fatti finisce per darmi ragione. Ora si è finalmente imboccata la strada giusta verso la soluzione dell'annoso problema della riconversione». Plaude a quello che definisce un «primo passo» la Cgil, mentre il senatore Marco Stradiotto (Pd) commenta «meglio tardi che mai». Inevitabile pacca sulla spalla dal sottosegretario dello Sviluppo economico con delega all'Energia, Stefano Saglia. Pollice verso, infine dal Wwf per cui il governatore «ha già dimenticato i referendum e manomette il Parco del Delta per tutelare gli interessi di pochissimi».
Simonetta Zanetti

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