«Supplenze, i soldi dureranno due mesi». I sindacati: «Fondi esigui, ai presidi non resta che dividere le classi»
«Supplenze, i soldi dureranno due mesi». I sindacati: «Fondi esigui, ai presidi non resta che dividere le classi»
VICENZA - Budget da rispettare, tagli al personale che si fanno sentire, supplenze da gestire. Una delle prime conseguenze, ad un mese dall'avvio delle lezioni, è lo «smembramento» delle classi. A denunciarlo sono i sindacati della scuola che si appellano ai genitori degli studenti. «Quando non ci sono i supplenti - spiega Tina Cupani, segretaria provinciale della Cisl scuola - gli alunni senza insegnante vengono momentaneamente spostati in altre classi e il risultato è che non fanno lezione né gli studenti che ricevono i compagni, né quelli ospitati. E' questa la scuola che vogliono le famiglie per i loro figli?».
Il problema, che a detta dei sindacalisti si sta affacciando in vari istituti comprensivi del Vicentino, riguarda le emergenze. Ovvero le sostituzioni che, di norma, venivano affidate a docenti della scuola momentaneamente liberi per fare dello straordinario e coprire il collega assente. Tecnicamente si chiamano eccedenze. «In questi casi - prosegue Tina Cupani - fino all'anno scorso era possibile andare oltre il monte ore stabilito a livello ministeriale e rendicontare, ora dal ministero dell'Istruzione è arrivato un budget rigido. Quello è, quello deve bastare». Tuttavia, secondo i calcoli effettuati da scuole e sindacati la cifra stabilita (che varia da scuola a scuola) difficilmente riesce a coprire tutto l'anno. Anzi: «Basta per circa due mesi, qualcuno la sta già finendo - afferma la portavoce della Cisl - e quindi si cerca di risolvere in un altro modo: dividendo la classe». In realtà si potrebbero chiamare dei supplenti esterni, attingendo dalle apposite graduatorie, ma nelle emergenze non sempre si riesce ad avere un docente subito disponibile, come invece può esserlo uno che già lavora nella struttura. «Noi diciamo ai presidi di fare sempre riferimento agli esterni. Conviene», commenta Tina Cupani che si rivolge anche ai genitori: «Dovrebbero cominciare a protestare, la divisione delle classi è uno strumento che va contro i ragazzi».
Dello stesso parere è Sebastiano Campisi del comparto scuola della Cgil vicentina: «Hanno tagliato le ore eccedenti e i dirigenti scolastici devono dividere gli alunni. Ma le famiglie - dice - non capiscono che l'offerta formativa non c'è più? A loro va bene questa scuola, o preferivano quella di prima? Noi, tutto quello che potevamo fare l'abbiamo fatto e continuiamo a farlo», sottolinea il sindacalista che ricorda lo sciopero bisettimanale della prima ora di lezione lanciato dalla Cgil. E Doriano Zordan, segretario provinciale dello Snals, riassume la situazione con uno slogan provocatorio: «Ridateci la scuola degli anni ' 80, a l meno l ' i mpianto era semplice, lineare».