Sugli scrutini incombe lo spettro dello sciopero

Mercoledì 1 Giugno 2011, TREVISO - (mf) Il mondo della scuola ribolle. Anche quello trevigiano. L'attuale calma sembra essere solo quella che proverbialmente anticipa la tempesta. Perché i nodi irrisolti potrebbero presto accendere la miccia di nuove proteste degli insegnanti. Nel periodo più «caldo». Cioè dall'inizio degli scrutini (10 giugno) alle prime prove della maturità (22 giugno). Il motivo? Ancora la riduzione degli investimenti e i tagli al personale. Quest'ultimi, poi, sembrano non finire mai. Senza contare che ancora non si conoscono quelli riguardanti le superiori. «Alla fine resterà a casa un altro centinaio di insegnati»: così sibilano i sindacati. E un'altra mazzata potrebbe arrivare dalla finanziaria. «L'investimento nella scuola cala dal 4,2 al 3,2% del Pil - aggiunge il segretario dello Snals Salvatore Auci - cosa si può sottrarre ancora all'istruzione? Le fibrillazioni degli insegnanti sono comprensibili». Il tutto potrebbe sfociare in uno sciopero degli scrutini. In Veneto dovrebbero tenersi il 10 e 11 giugno. Ma molti rischiano di slittare. I sindacati di base, Cobas e Unicobas, hanno annunciato di voler incrociare le braccia per farli rimandare (se manca anche un solo membro il consiglio di classe di fine anno va rinviato per un massimo di 2 volte). Una protesta «per la cancellazione dei tagli degli organici» e «per la fine della pratica illegale dei quiz Invalsi». E nella Marca, dopo la recente alzata di scudi contro le prove Invalsi, più di qualche docente pare intenzionato a scioperare. Intanto il ministero dell'Istruzione ha pubblicato sul proprio sito tutte le commissioni (specificando nomi, provenienza e materia di insegnamento) impegnate nei prossimi esami di Stato.

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