Stretta finale per l Alcoa di Fusina

Stretta finale, ieri sera al ministero dello Sviluppo, sul piano presentato da Alcoa che prevede, a Fusina, la fermata del Primario ma senza nessun taglio all'occupazione e consistenti investimenti nel Laminatoio. L'incontro si è protratto fino a tarda sera, nel tentativo di arrivare ad un'ipotesi d'accordo condivisa da tutti e tre i sindacati. La multinazionale dell'alluminio, Alcoa, ha spiegato ieri nel dettaglio - al ministero dello Sviluppo presenti i sindacati di categoria (Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm) e le Rsu - il suo piano industriale per i due i due suoi siti in Italia (Portovesme e Fusina), già anticipato nelle sue linee di massima la scorsa settimana. Per Fusina, i dirigenti di Alcoa Italia hanno ribadito che la prospettata fermata del Primario - in attesa di un possibile taglio dei costi dell'energia per le industrie «energivore» del Veneto, al pari di quanto si sta facendo in Sardegna - ha carattere temporaneo. Il piano di Alcoa prevede garanzie occupazionali (ricollocazione in altri reparti e alle manutenzioni dei forni) o di accompagnamento volontario alla pensione per tutti i 120 addetti (più i lavoratori a tempo determinato) del reparto Primario di Fusina. Sul tavolo del ministero Alcoa ha presentato un piano, per quanto riguarda Fusina, che prevede ancora più investimenti produttivi di quanto annunciato la scorsa settimana, in tutto oltre 30 milioni di euro concentrati nel Laminatoio. Il Primario occupa oggi circa 120 lavoratori ai quali s'aggiungono i 60 della annessa fonderia e i 250 del Laminatoio, giudicato da Alcoa un «impianto modello e remunerativo» con un futuro garantito. La multinazionale prevede per il triennio 2011-2013 un piano di investimenti che garantirà sia l sito odi Portovesme che quello di Fusina. Per quest'ultima l'azienda ha proposto «l'arresto temporaneo» degli Smelter (le celle fusorie) e la messa in sicurezza degli impianti con il «pieno» ricollocamento del personale così suddiviso: trenta addetti rimarranno al Primario per la messa in sicurezza e la manutenzione del sito; contemporaneamente verrà avviata una procedura di «mobilità», ma solo su base volontaria. Lo «scivolo» del pre-pensionamento riguarderà altri 40 lavoratori di Fusina, i restanti saranno trasferiti al Laminatoio per il quale nei prossimi 2 anni, mentre saranno assorbiti i trenta lavoratori a tempo determinato (interinali) occupati da anni nel sito. Alla trattativa di ieri per la stesura dell'accoro finale, i tre sindacati sono arrivati divisi, ma ieri sera anche la Fiom-Cgil, a fronte delle garanzie sul piano di Alcoa richieste anche da Uilm e Fim-Cisl, sembrava orientata ad arrivare ad una firma «unitaria» di una ipotesi di accordo da sottoporre alla consultazione dei lavoratori.

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