Stranieri. Accordo tra associazioni e sindacati sulla protesta contro la giunta Cecchetto

Gli immigrati revocano. lo sciopero della spesa. Si pensa invece a un ricorso alle vie legali sulla delibera sugli alloggi

Gli immigrati di Montecchio revocano lo sciopero della spesa previsto a gennaio. Dopo l'annuncio diffuso prima delle festività e le critiche delle scorse settimane si ricompatta il fronte Unione Immigrati e sindacati che l'altra sera ha deciso di superare le divergenze e continuare la battaglia, contro il provvedimento della giunta di Milena Cecchetto in merito ai parametri abitativi per stranieri, percorrendo altre vie.
Ma se, al momento, di sciopero degli acquisti non se ne parla, verranno, invece, raddoppiati gli sforzi per sensibilizzare sul problema i cittadini italiani, anche tramite volantinaggio, contando, auspica l'Unione, sulle associazioni di categoria economiche. «Dobbiamo ricordare - hanno detto stranieri e sindacati - che anche gli italiani affittuari saranno a loro volta danneggiati dalla restrizione dei parametri abitativi perché diversi appartamenti non potranno più essere dati in locazione».
Alla decisione di rinunciare allo sciopero si è arrivati durante la riunione nella sede Cisl, dove la tensione ha lasciato spazio al dialogo. Da una parte l'Unione Immigrati di Ousman Condè e di Zaman Monir, dall'altra Cgil, Cisl e Uil e le associazioni che da mesi sono schierate a fianco dei migranti per l'abolizione della delibera abitativa. Condè, inizialmente, aveva esposto le ragioni di un sciopero. «Non c'è intenzione di danneggiare i commercianti ma vorremmo portare a conoscenza di tutti, con un segnale forte, la situazione in cui molti di noi stanno vivendo ed altri si apprestano a vivere». Condè ha raccontato di famiglie separate a causa della restrizione dei parametri abitativi ed anche di problemi dovute al rinnovo del permesso di soggiorno. «Non avendo l'abitabilità non ci sarà rinnovo, quindi in molti diventeranno clandestini».
Rappresentanti dei sindacati e delle associazioni hanno, invece, evidenziato la necessità di mantenere un obiettivo comune: «In molti pensano che questa delibera sia discriminante ma non si può andare avanti con iniziative personali. Piuttosto è necessario sensibilizzare la comunità e le categorie economiche». Di comune accordo, infine, si sono poste le basi per un eventuale ricorso alle vie legali, con l'esame di situazioni di immigrati che potrebbero essere danneggiati dalla delibera.
Il sindaco, Milena Cecchetto, quasi se l'aspettava: «Come già previsto -commenta- la sciopero non ha avuto seguito. Si tratta di un'iniziativa sbagliata: non sono i commercianti gli interlocutori a cui gli stranieri si devono rivolgere per risolvere questi problemi. Con questa modalità di protesta, gli immigrati avrebbero confermato che la loro presenza non si accompagna ad alcuna vera volontà di integrazione. Chi vuole integrarsi non va contro le leggi del Paese che lo ospita, ma si informa sulle regole da seguire. Le nostri leggi non discriminano nessuno e non le modificheremo».A.F.

Vedi anche...